Tirreno, Depurazione sotto controllo

Con l’estate alle porte si torna a parlare di mare sporco e depurazione. Purtroppo è da anni che il sistema di depurazione del Tirreno cosentino mostra tutte le sue inefficienze e subisce le conseguenze della cattiva gestione degli impianti. A ciò è addebitabile il puntuale controesodo estivo dei turisti e la difficile situazione in cui versa da anni l'economia locale. Le cause sempre le stesse, mai definitivamente risolte.

Dagli scarichi privati non collettati, alla cattiva gestione degli impianti, appaltati o a gestione diretta dei Comuni, e ancora ai criminali sversamenti nei fiumi e in mare dalle condotte sottomarine spesso “comodo” bypass per un rapido smaltimento. Ogni anno poi si assiste al solito teatrino tra turisti, che esigerebbero un mare pulito, e amministratori spesso consapevoli della criticità ma in prima linea a difendere l’efficienza dei propri depuratori. C’è chi nega l’evidenza di un mare malato e c’è chi la ribalta, come se il mare avesse confini, cercando di salvare la faccia “scaricando” le responsabilità sul vicino di casa. Intanto i turisti vanno via e non ritornano e il passaparola corre inginocchiando l’economia del territorio. La depurazione legale ha un costo, non solo per ditte e per i comuni virtuosi, sempre minoritari, ma soprattutto per i cittadini, residenti, villeggianti, imprenditori ai quali puntualmente ogni anno viene consegnato e riservato un mare sporco e in alcune zone con divieti di balneazione. Che il problema depurativo è diventato una criticità è innegabile, centinaia le segnalazioni, le denunce, le foto che di anno in anno immortalano un mare malato e in molti si chiedono se lo sia “solo” in superficie non dimentichi di storie di presunti affondamenti, storie chiuse frettolosamente che hanno lasciato ancora troppi dubbi. Storie ancora troppo profonde da potere chiarire. Tutto ciò è alla base del forte decremento de nostro turismo che si somma alla mancanza di attrattori e a molti servizi negati. Tutto viene compromesso, e le bellezze naturali non bastano a controbilanciare uno stato del mare, ormai cronicizzato, ne tantomeno una assenza quasi totale di servizi al turista.

Giancarlo Fata

 

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