Praia, a Fiumarella vietato fare il bagno

“Per la prossima stagione estiva avremo, non uno, ma due tratti di spiaggia temporaneamente vietati per inquinamento (50 mt. sx canale Fiumarella per un lunghezza del tratto di spiaggia di mt 777 e sbocco canale Sottomarlane per mt 350) e tra questi il tratto 50 mt dx canale Fiumarella (mt 408) balneabile, ma classificato appena sufficiente”. La questione della Fiumarella è da tempo al primo punto dell’agenda di Italia nostra. L’associazione ambientalista Italia nostra, non senza polemiche, marca stretta l’amministrazione comunale di Praia a Mare. A partire dal recinto della Marlane fin oltre l’hotel Mondial, per più di un chilometro e mezzo, Praia a Mare avrà poco o quasi nulla da offrire in termini di qualità delle acque di balneazione per la prossima stagione turistica”. Italia nostra cita l’ultima classificazione del dipartimento Ambiente e territorio della Regione Calabria delle acque marine destinate alla balneazione per la stagione 2017. La critica di Italia nostra: “Per Praia a Mare non è un buon biglietto da visita, è certamente una penalizzazione in termini ambientali, economici e di immagine”.

Gli ambientalisti aggiungono anche altro: «La classificazione “temporaneamente vietato per inquinamento” è il risultato di una situazione che va avanti da anni, ben conosciuta alla pubblica amministrazione e al comune di Praia a Mare. All’origine dell’inquinamento del mare vi è l’inquinamento fecale di due canali: il canale Fiumarella ed il canale Sottomarlane. In questi anni nulla è stato fatto – sostiene Italia nostra – per risanare questi due corsi d’acqua e quelli che abbiamo di fronte sono i risultati». La polemica “politica” ad un precedente intervento del sindaco: «Ora qualcuno – scrivono gli ambientalisti – dovrà spiegarci se siamo noi che abbiamo fatto e facciamo dell’allarmismo gratuito e che non vogliamo il bene di Praia a Mare o se è il comune di Praia a Mare che, purtroppo, non ha avuto ben chiaro nella propria agenda di governo la considerazione della gravità della situazione e di quali siano le vere priorità di questo paese che vive oramai esclusivamente solo di turismo e che può difendere le proprie attività solo se sa offrire innanzitutto un mare pulito e non inquinato.

Questa è la condizione essenziale, il presupposto che pone in secondo piano tutte le altre iniziative intraprese delle quali sono tutte da verificare la effettiva utilità, la redditività o la stessa compatibilità ambientale».

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