San Nicola, piano spiaggia: la decisione del sindaco Mele

Dapprima c’era stato il piano di sospensione attuato dall’amministrazione comunale di San Nicola Arcella. Poi la Provincia di Cosenza l’aveva annullata, accogliendo le controdeduzioni dell’ufficio tecnico della cittadina tirrenica. Il sindaco Mele ha fatto sapere che: “Nei prossimi giorni saranno avviate le verifiche richieste ed adottati i provvedimenti previsti dalle vigenti normative. Chiederemo perciò un incontro di merito alla Provincia per chiarire tutti gli aspetti segnalati e chiudere positivamente tutta la problematica posta in evidenza”. La Provincia di Cosenza, dopo aver accertato che esistevano ragioni di interesse pubblico, quali la tutela e la salvaguardia dell’ambiente, la necessità di una verifica delle reali condizioni ambientali nel processo di elaborazione e di approvazione del Piano spiaggia, aveva comunicato al Comune di San Nicola Arcella la sospensione dell’efficacia del Decreto provinciale del 2014, con il quale è stato approvato il Piano spiaggia. Nella vicenda rientra anche una segnalazione di Italia nostra che evidenziava: “L’errata rappresentazione dello stato dei luoghi; errato inserimento del piano di area costiera inaccessibile; mancata assoggettabilità del piano a Vas e Vinca; danni ambientali prodotti su beni paesaggistici (dune) e necessità di intervenire con misure di salvaguardia e ripristino”.

Il comune aveva anche contestato alla Provincia il fatto che “L’efficacia, ovvero l’esecuzione del provvedimento amministrativo, può essere sospesa, per gravi ragioni e per il tempo strettamente necessario. Il termine della sospensione è esplicitamente indicato nell’atto che la dispone”. La Provincia ha risposto sulla questione sostenendo che non “ha provveduto ad indicare esplicitamente nell’atto il termine di sospensione in quanto la tempistica di adozione dei provvedimenti richiesti era in carico allo stesso ente e doveva essere esercitato in tempi ragionevoli e necessari per procedere alle verifiche del caso”. La provincia sostiene che non vi è stata la violazione del principio del contraddittorio contestata dal Comune. Le motivazioni della sospensione sono quelle inerenti la salvaguardia e la tutela dell’ambiente. Inoltre, sostiene la Provincia, che l’atto non avrebbe arrecato pregiudizio alle attività economiche.

Cosa diversa per il Comune che invitava a “rivedere con urgenza la decisione” sottolineando: “la gravità immediata che un provvedimento macroscopicamente illegittimo cagionerà su numerose attività economiche in una comunità come quella di San Nicola Arcella la cui economia è prevalentemente turistica, con presumibili ripercussioni sui livelli occupazionali”. Ora, dopo l’annullamento, la provincia resta in attesa dei risultati delle opportune verifiche “da effettuare in tempi ragionevoli e che il comune avrà cura di trasmettere all’ufficio provinciale”.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: