Aned, associazione dializzati. Rinnovati i vertici regionali. Presente il commissario Scura

congresso2Vibo Valentia – Maggiore attenzione ai dializzati e più impegno per la cultura della donazione. Due argomenti particolarmente difficili, affrontati nel corso di un incontro che si è tenuto nel fine settimana a Vibo Valentia, presso i saloni della Camera di Commercio, organizzato dall’Aned, l’associazione nazionale emodializzati dialisi e trapianto onlus, il più importante organismo nazionale in campo scientifico nel settore della nefrologia che conta migliaia di iscritti in tutta Italia. Dopo il rinnovo delle cariche regionali e dell’assegnazione dei delegati per zona, è seguito un dibattito sui trapianti e le patologie legate al rene. Era presente il commissario regionale con delega alla sanità Massimo Scura e il presidente nazionale dell’Aned Giuseppe Vanacore. Ad aprire i lavori il presidente uscente Pasquale Scarmozzino, che ha lasciato la guida regionale per dell’associazione per assumere il prestigioso incarico di consigliere nazionale e vicepresidente.

Il nuovo direttivo regionale è così formato: Catanzaro e provincia Antonio Montuoro e Adelina Simeoni, su Cosenza e provincia Antonello Troya, su Vibo Valentia, Giuseppe Rito e Pietro Sorace, su Reggio Calabria Maria La Rosa e Roberto Belcastro di Locri, nonché venti delegati locali.

Una presenza importante quella del commissario Scura, che ha sottolineato come la sanità presti il massimo interesse al settore. “Quello della malattia cronica renale è una problema serissimo perché molti di questi pazienti hanno problemi cardiovascolari. Queste due flagelli – ha proseguito – portano come conseguenza una azione che non sempre è sufficiente per curare questi malati. C’è una strada maestra per superare questi problemi. La prima è quella della prevenzione: quindi bisogna prevenire che le persone debbano raggiungere la dialisi e quindi anticipare i problemi renali. Nel secondo caso occorre che la Regione Calabria sia efficiente . Stiamo lavorando per attrezzare tutto il territorio, per dare una offerta efficiente a tutti i dializzati. I trapianti sono l’altra nota dolente della Calabria. Non ci sono donatori. Manca una organizzazione sufficiente: noi esportiamo malati e importiamo reni per i malati. E questo è grave”.

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: