Belvedere, aggressione al medico per un vaccino. No alle campagne “No-Vax”

Belvedere – Una persona normale, secondo gli amici. Una persona tranquilla, per nulla avvezzo alla violenza. Ma la storia del figlio l’aveva distrutto. Si è caricato in questi mesi di risentimento nei confronti del medico che gli aveva somministrato il vaccino, il dottore Raffaele D’Amante appunto. In tanti mesi F.A.M. di Tortora, impiegato amministrativo presso il carcere di Paola non ha saputo farsi una ragione su quanto accaduto. Un bambino che, secondo quanto asseriva l’uomo confidandosi con i colleghi, prima del vaccino stava benissimo. Dopo, una serie di complicanze che avrebbero portato all’autismo. La colpa quindi era da addebitare al vaccino. Ad un suo collega aveva confidato alcuni dubbi sulla terza dose del vaccino esavalente. Una situazione che ricorda da vicino un altro caso avvenuto sul Tirreno Cosentino nel mese di gennaio. In ambedue gli episodi si tratterebbe del colore giallo che identificherebbe il terzo vaccino anziché trasparente o al massimo lattiginoso, come invece asseriscono i genitori dei bambini. Insomma potrebbe essere un altro caso legato al vaccino o, come dicono dalla dirigenza dell’Asp, si tratterebbe di qualcuno che arma la mano dei genitori per scagliarsi contro le istituzioni sanitarie, i cosiddetti “No-Vax”? Secondo quanto riportano alcuni blog locali sarebbero stati registrati casi di morte apparente di alcuni bambini cui sarebbe stato somministrato il vaccino.

Ma è tutto da valutare ancora. Ora la procura di Paola, dopo la denuncia da parte del legale del dottor D’Amante, Francesco Liserre, dovrà procedere nei confronti dell’aggressore, ma naturalmente facendo luce anche sui vaccini e sui casi di cui parla l’opinione pubblica. Sono infatti tante le associazioni che stanno raccogliendo le testimonianze di casi analoghi, di bambini che sono stati male dopo la somministrazione dei vaccini.

“I medici torneranno a parlare con i genitori, in maniera onesta e senza diffondere bugie. I pazienti non dovranno più affidarsi a Internet e alle menzogne degli antivaccinisti, attorno ai quali girano molti soldi”. Così il presidente della società di pediatria e responsabile dell’unità di pediatria e malattie infettive dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, Alberto Villani, in una intervista. E ancora: “La violenza e l’aggressività delle campagne dei no-vax derivano proprio dal fatto che ci sono grandi interessi economici in gioco. Da una parte ci sono i genitori in buona fede, dall’altra questa gente che approfitta di famiglie in difficoltà, magari con un bambino con una malattia neuromuscolare, facendo fare esami inutili e innescando l’illusione di risarcimenti. È un giro di soldi vergognoso”.

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