Video hard, il vescovo accetta le dimissioni del prete. L’incendio una ritorsione?

Belvedere – Brutta storia. Di quelle che lasciano il segno. Di quelle che finiscono sulla stampa scandalistica, ma che lasciano un retrogusto di amaro. Di dolore. Di delusione che spesso trasborda nel sarcasmo. Gli ingredienti di una storia che si cala perfettamente in un’estate “bollente” ci sono tutti. Un prete. Un bravo sacerdote, don Bruno Midaglia. Uno che quando faceva il sindaco del suo paese, Sangineto, ne aveva per tutti. E a tutti teneva banco. Poi una donna, una rumena, badante che accudiva la mamma del prete e il compagno, anch’egli rumeno, un tipetto che non ha perso tempo nel filmare i due durante un appuntamento. Una storia che ha segnato fortemente anche la curia. Il vescovo Leonardo Bonanno, infatti, ha accettato le dimissioni del sacerdote della parrocchia di Laise di Belvedere Marittimo. Un fatto di cronaca che ha visto un tentativo di estorsione, tradotto poi in tentata estorsione. Eppure don Bruno aveva fatto tanto per loro, per la coppia di rumeni. Si era incattivito anche parte della popolazione. Lui sempre pronto a difenderli. Ma le voci diventavano insistenti. Alle avance della donna il prete non aveva mai ceduto. Probabilmente indotto dall’inganno (i fatti poi saranno chiariti dal processo che inizierà a settembre), il prete avrebbe accettato di incontrare la donna in un casolare. Da lì, secondo alcune indiscrezioni, il compagno della donna avrebbe messo in moto la macchina del fango, costringendo il prete a cedere al ricatto. Ma, al contrario, don Bruno si è recato dai carabinieri di Cittadella del Capo e al maresciallo Alfredo Fedele ha raccontato tutto e anche la presunta estorsione. Il piano organizzato dai carabinieri scatta nel momento del passaggio dei soldi. Le manette invece ai polsi del rumeno, mentre la sua compagna è denunciata per favoreggiamento. Un atto dovuto, quello del vescovo, di accettare le dimissioni del prete. Troppo insistente il vocio che avrebbe potuto in qualche modo, scalfire l’integrità del servizio della chiesa sul territorio. Per cui dimissioni accettate. La vicenda, si legge nella nota della curia, “ha destato nell’intera Comunità ecclesiale tanta amarezza per il tentativo messo in atto da parte di una coppia di rumeni di estorcergli denaro. I due erano conosciuti da don Bruno Midaglia, che li aveva aiutati ad inserirsi procurando loro lavoro nell’ambito del territorio del Tirreno cosentino. L’uomo è giunto a ricattare il sacerdote, dopo averlo con inganno indotto ad incontrare la propria compagna minacciando di pubblicarne le foto. Resosi conto dell’inganno don Bruno, non cedendo al ricatto, ha allertato la stazione dei carabinieri di Cittadella del Capo, competente per territorio, denunciando il fatto e informando nel contempo il nostro Vescovo, al quale rimetteva le dimissioni da Amministratore parrocchiale. Il Vescovo ha inteso accogliere le dimissioni del sacerdote dalla funzione di Amministratore parrocchiale della parrocchia “Madonna del Carmine”, nominando, quale nuovo Amministratore, Padre Alessandro Gatti, dei Frati Cappuccini del Convento di San Daniele in Belvedere Marittimo. Poi il fatto di venerdì pomeriggio. Don Bruno trovato privo di sensi vicino alla sua abitazione mentre tutto intorno era avvolto dalla fiamme. Si tratta di ritorsione nei suoi confronti? Potrebbe, ma le indagini stabiliranno i fatti.

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