Scalea, Valle Lao. L’era Macrì e l’immobilismo amministrativo

Scalea – Cosa sta veramente succedendo al Consorzio di Bonifica Valle Lao? Succede che c’è un commissario, inviato dalla Regione Calabria sostenuto da una parte dei lavoratori (in verità molto pochi) e invece criticato dalla parte più sostanziosa dei dipendenti. Succede che “tale Macrì” come lo chiamano i sindacati (quelli non allineati), sta sostenendo, dopo averla provocata, una situazione di stallo e di immobilismo amministrativo. Almeno così appare dalle parole della Flai-Cgil. L’ultima in ordine cronologico è rappresentata dalla nota stampa delle sigle sindacali che rappresentano un numero esiguo di lavoratori e che nemmeno appartengono al territorio, Rocco Oliva della Cisl e Antonio Bloise della Uil che però rappresenta solo se stesso stante le disdette di tutti i suoi iscritti avvenute proprio negli ultimi due mesi, ambedue rappresentanti di categoria. Sembra non corrispondi al vero la mancata presenzadi due dirigenti alla convocazione della riunione di giovedì scorso così come i due sindacalisti lamentano. Il commissario Domenico Macrì dopo aver fatto rientrare i due funzionari, si sarebbe presentato ad un orario diverso (molto più tardi) di quanto era stato convocato. E comunque è da valutare la veridicità della notizia che le delibere per i pagamenti sarebbero pronte già da tempo, ferme per “formalità amministrative”. Insomma il carrozzone del Valle Lao si conferma come strumento clientelare e pronto ad elargire somme in incarichi e a rimborsi spese. Mentre di pagare gli stipendi non se ne parla proprio. Un incarico, quello a Domenico Macrì, che è scaduto il 22 giugno scorso. Ora in termini di “prorogatio” si attende una svolta da parte della Regione Calabria. Almeno così auspicava il sindacato della Cgil con una lettera a Oliverio e all’assessore delegato. “Macrì – scrive la Cgil – ha messo letteralmente alla fame gli impiegati e gli operai acquaioli, addetti ai servizi d’irrigazione e distribuzione dell’acqua potabile che accreditano ormai ben otto mesi di salari e stipendi.La battaglia per mantenere l’occupazione e per l’immediata erogazione delle retribuzioni è condotta dalla sola Flai-Cgil, Federazione Territoriale di Castrovillari, alla quale il maggior numero delle lavoratrici e lavoratori aderiscono, ma con la partecipazione agli scioperi, che si succedono ormai da mesi, della totalità dei dipendenti senza distinzione di adesione ai diversi sindacati. Il Consorzio di Scalea, guidato maldestramente ed in maniera molto discutibile dal Commissario Macrì, non solo non garantisce i servizi d’irrigazione agli agricoltori, ma non è stato neanche in grado di assicurare la regolare erogazione dell’acqua potabile”.La settimana scorsa la totalità dei lavoratori in sciopero ha ripreso l’attività lavorativa in accordo ed in alleanza con gli agricoltori del territorio consortile, ma solo per estrema responsabilità e spirito solidale al fine di evitare danni alle colture ai consorziati. La Cgil sottolinea la situazione di ben 54 famiglie di operai ed impiegati, “mortificando anche la dignità professionale di ognuno; ma il fallimento e i danni che il Dott. Domenico Macrì ha determinato in questi pochi mesi di sua mala gestione è sotto gli occhi di tutti, dei lavoratori ma anche dei cittadini e degli agricoltori.Il Dr. Macrì vuole letteralmente far morire di fame i lavoratori e le loro famiglie – si legge ancora – con perfido accanimento. Mentre il solerte funzionario pubblico dal canto suo si rimborsa tutto e puntualmente, con cadenza mensile e senza badare a limitare tali spese per le sue preziose quanto inutili e costose attività e di cui presto dovrà renderne conto al Sindacato ed ai contribuenti”. In ultimo il colpo di grazia: il Commissario Macrì ha anche di fatto avviato un procedimento di dichiarazione di esubero propedeutico al licenziamento della metà del personale in forza all’ente consortile.

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