S. Maria, l’Asp mette i sigilli ad alcune attività presenti nel villaggio Summer Day

Santa Maria del Cedro – La guerra tra amministrazione comunale e occupazioni senza titolo di aree demaniali non conosce sosta. Una guerra che registra, ancora una volta, la vittoria dell’esecutivo Vetere. È stata notificata alla direzione del Summer Day, un noto villaggio turistico del territorio, da parte dell’Asp di Cosenza a seguito del rapporto dei carabinieri dei Nas, l’immediata chiusura e sospensione presso la struttura di alcune attività, essendo state accertate numerose criticità igienico sanitarie e strutturali nei locali adibiti a Bar, Anfiteatro, Sala Ristorazione, Laboratorio cucina, Deposito di alimenti, Servizio igienico del personale.
Inoltre è stato accertato che l’approvvigionamento dell’acqua avviene a mezzo di captazione da un pozzo artesiano, privo del certificato di potabilità dell’acqua da parte dell’Arpacal.
Ed ancora non risulta essere stata notificata la Scia/Dia per l’attività di ristorazione e somministrazione alimenti. Il provvedimento è stato notificato al l.r.p.t. della società Cassiopea SRL che gestisce il villaggio. Il Tribunale di Paola nell’ambito del giudizio avente ad oggetto “ L’ordine per il Comune di ripristinare immediatamente il servizio idrico di fornitura di acqua potabile in favore del Villaggio turistico all’insegna Summer Day gestito dalla Cassiopea”, ha dichiarato inammissibile il proposto ricorso e condannato i ricorrenti (Cassiopea SRL e Summer Day snc) al pagamento delle spese di lite quantificate in duemila euro oltre accessori. Essendo, all’interno dell’area perimetrata, presente area demaniale, il GIP del Tribunale di Paola ha disposto il sequestro preventivo di area demaniale estesa mq. 3215 già oggetto di concessione demaniale n. 40/09 scaduta alla data del 31.12.14 e non rinnovata. Il titolare del villaggio ritenendo di aver diritto al rinnovo della citata concessione ha fatto ricorso al Tar Calabria che con sentenza n. 2065 dell’anno 2016 ha rigettato il proposto ricorso con condanna alle spese di lite. Un nuovo ricorso e un nuovo rigetto è arrivato il 20 luglio scorso. L’amministrazione comunale, ricorda che per la vicenda inerente la citata struttura, è stata “ destinataria” – in primis il Sindaco – di note pubblicate sugli organi di stampa che definire “ denigratorie” è riduttivo.

“I provvedimenti – si legge in una nota dell’amministrazione comunale – provano ancora una volta la correttezza dell’operato dell’amministrazione e dei Dirigenti comunali da sempre attenti a tutelare “ gli interessi della comunità” e a superare “ storture incancrenitesi nel tempo. Siamo stati ingiustamente accusati di “ ritorsioni personali. L’adozione oggi di provvedimenti da parte dell’autorità giudiziaria, dei Nas e dell’Asp provano che quanto evidenziato da questa amministrazione trovava e trova fondamento nella documentazione presente presso gli uffici comunali e nella legislazione vigente in materia.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: