Ospedale di Praia. Il nuovo piano dimentica l’emergenza-urgenza

Praia a Mare – Ma Lamboglia e Praticò che sono andati a fare a Roma? A presentare il loro piano per la riapertura (o meglio per dare esecuzione alla sentenza del Consiglio di Stato) dell’ex ospedale di Praia a Mare poi diventato Capt. E che ora si spera possa riaprire alcuni reparti. Ma fra tutti, ci si domanda, c’è la cosiddetta “emergenza-urgenza”?. È qui viene il bello: nel piano presentato ieri non si fa parola dell’emergenza – urgenza come il documento del Consiglio di Stato indica. Insomma se deve riaprire, bisogna iniziare dalla base. Se un cittadino di Praia, Scalea, Tortora, San Nicola Arcella si sente male, ha un infarto, un ictus, è rimasto ferito in un incidente, dove viene portato? Secondo il piano aziendale proposto dal duo Praticò-Lamboglia dovrebbe essere trasferito a Praia a Mare. Si certo ma dove? Nel reparto di pronto soccorso dove non esiste l’emergenza – urgenza?

Il piano discusso a Roma, insomma la proposta di Praticò, dovrebbe ridisegnare il territorio tirrenico cosentino. Ma come gestire i casi di infarto, ictus ecc. ? La Regione prevede che il paziente venga preso in carico dal 118, stabilizzato e trasferito nelle strutture individuate dal decreto. Il piano in questione prevede la riorganizzazione della medicina generale, il reparto di geriatria, il reparto di urologia (unità complessa), dieci posti di chirurgia urgenza giornaliera, il pronto soccorso con l’osservazione breve e i posti di anestesia, due posti di subintensiva, l’unità operativa di gastroenterologia, e l’unità operativa complessa di medicina fisica e riabilitativa. Questa è la proposta per Praia a Mare. E il tutto avverrà con costi elevatissimi. L’incontro sta registrando anche la presenza di Ernesto Magorno e di Enza Bruno Bossio. Gino Spolitu, pur avendo il via libera alla presenza non ha partecipato. Forse far sapere troppo alla popolazione può dare fastidio ed essere controproducente.

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