Cedro di Diamante, Monaco: “Polemica divisiva. La verità storica è chiara”

Diamante – “Polemica sul cedro è campanilistica e divisiva. La verità storica è chiara e incontrovertibile”. Insomma non molla Enzo Monaco, patron dell’accademia del peperoncino dopo le polemiche sollevate su alcune sue dichiarazioni alla trasmissione “Sereno Variabile”, dove affermò che il cedro fosse di Diamante e non degli altri paesi. Ciò aveva sollevato l’indignazione del sindaco di Santa Maria, Vetere e del popolo del web. “Ho inventato la denominazione “Riviera dei cedri”- continua Enzo Monaco – ho fondato e diretto una rivista che aveva questo nome, da cinquant’anni sono impegnato a promuovere le risorse di questo straordinario territorio. Dedicandomi al peperoncino l’ho presentato in tutta Italia come “simbolo culturale e gastronomico della Calabria”. Perciò i toni di questo dibattito non mi appartengono. Altra cosa è la verità storica che è chiara e incontrovertibile”, sottolinea Monaco. “Tutti i documenti in mio possesso e tutte le ricerche storiche che ho fatto, in tutti gli avvenimenti documentati sul territorio, si parla di “Cedro varietà Diamante”. Una per tutte la “Enciclopedia agraria italiana” che a pag. 422 in riferimento al commercio del cedro in Italia distingue quattro varietà: “Cedro di Diamante”; “Cedro riccio”; “Cedro della Corsica” e “Cedro Greco”. L’enciclopedia a corredo pubblica a tutta pagina un bel disegno di G.B. Condi con la didascalia “Cedro liscio di Diamante”. La promozione del cedro a Santa Maria è un fatto encomiabile e meritorio ma è storicamente recente. Dovuto al lavoro di Don Francesco Gatto che si è adoperato più di tutti per cambiare l’originario nome di “Cipollina” prima in “Santa Maria” e poi in “Santa Maria del cedro” nel 1959. Don Francesco era mio amico e con la mia casa editrice ho pubblicato il suo libro-memoria “Un uomo al servizio della chiesa”. È stato un pioniere intelligente e aveva fondato la “Tuvcat” un acronimo di una frase emblematica “Tutti uniti per la valorizzazione del cedro nell’Alto Tirreno Cosentino”. Altri uomini. Altra storia”.

Intanto sul fronte delle polemiche non si placano quelle del primo cittadino di Santa Maria, Ugo Vetere, che non perde occasione sui social per evidenziare la differente disparità di trattamento della Regione Calabria per il territorio: a Diamante 350 mila euro per un festival agli altri paesi nulla. Ed è ciò che ha ribadito durante una diretta streaming durante il quale sia Vetere che Franco Galiano e Angelo Adduci hanno risposto alle domande del conduttore dando la loro versione dei fatti.

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