Diamante, Oliva: “Lascio TdM e i rapporti compromissori con la politica”

Diamante – “Dopo questo episodio lascio agli altri il rapporto compromissorio con la politica”. Sono le parole dell’avvocato Domenico Oliva, responsabile della associazione Misericordia di Diamante. Oliva nella giornata di ieri ha ricevuto il benservito da parte del tribunale dei diritti del malato – Cittadinanza Attiva, attraverso una nota de segretario regionale Felice Lentidoro, il quale ha smentito la presenza di Oliva nell’associazione e quindi della sua qualità di responsabile del territorio. “Apprendo con stupore e meraviglia, restando letteralmente basito, le dichiarazioni del neo eletto segretario regionale di Cittadinanzattiva Calabria, Felice Lentidoro, nei miei confronti” – dice Oliva – “Un chiaro attacco alla persona, del tutto gratuito ed immotivato, condotto in maniera priva di tatto, di educazione e di cognizione di causa. Mi permetto di replicare a quanto detto nei miei confronti, iniziando dalla circostanza che il mio essere attivo all’interno di Cittadinanzattiva Calabria risale al 2009, quando di Lentidoro non conoscevo nemmeno il nome; già nel 2010 ho partecipato, assieme ad altri attivisti del mio territorio, alla riunione nazionale dei coordinatori territoriali tenutasi a Roma, presso l’hotel Holiday Inn Rome West, per la definizione delle linee-guida poi recepite a livello nazionale; ho partecipato, inoltre, alla votazione del nazionale sempre a Roma; ad incontri regionali dei coordinatori; ad incontri regionali per gruppi di lavoro, ecc. pur continuando a non ricordare il nome di Lentidoro. Il rapporto avuto con il precedente segretario regionale, Ludovico Criserà, persona di grande spessore culturale, morale ed umano, persona di altrettanto pregio che ha goduto della mia stima dal momento in cui l’ho conosciuta, è sempre stato un rapporto di estrema collaborazione, di reciproca fiducia e di alta coordinazione senza che mai, in circa sette anni, ci sia stato il benché minimo problema, incomprensione o screzio. Successivamente, per motivi lavorativi, di salute e familiari la mia presenza alle attività regionali ed extraregionali non è più stata quella di prima essendo scemata e, forse, questo è motivo per cui il sig. Lentidoro non ha avuto modo di conoscermi; tanto più che, dalla dipartita del compianto Criserà, non ho più ricevuto convocazioni dalla segreteria regionale tranne che dagli altri coordinatori territoriali alcuni dei quali, nel corso degli anni, mi hanno visto e conosciuto bene all’interno degli incontri ufficiali di Cittadinanzattiva”. Secondo Oliva “è strano che, alla luce di quanto detto, un millantatore (tale sono stato definito) possa presenziare a tutte le descritte attività istituzionali di Cittadinanzattiva, per anni, e per giunta alla presenza di un segretario regionale. Lentidoro, forse, dovrebbe riflettere sul fatto che un segretario regionale che si pone in questi termini, senza prima confrontarsi con la persona interessata chiarendo eventuali dubbi, non mostra assolutamente di sapere quali siano i termini di una chiarificazione, qualora ce ne fosse bisogno, ma, al contrario, mostra un probabile legame con una classe dirigente e politica attraverso interventi che appaiono essere strumentali. In ogni caso il sottoscritto, sulla base di tale increscioso episodio, non sentendosi assolutamente rappresentato da un segretario regionale che agisce come nella piazza del paese, provvederà a rassegnare con immediatezza le proprie irrevocabili dimissioni cosciente che la tutela degli ammalati e dei cittadini possa avvenire anche in numerose altre forme; lasciando ad altri il rapporto compromissorio con enti, istituzioni e, soprattutto, politica regionale in attesa di vederne i concreti e tangibili risultati. Pertanto, per quanto mi riguarda anche l’esperienza fatta in Cittadinanzattiva ha fatto il suo corso, mentre in merito alle azioni legali minacciate nei miei confronti resto in attesa per poi, successivamente, esporre alla magistratura le mie ragioni a difesa della mia immagine che risulta essere stata lesa da dichiarazioni oltremodo offensive e riportate sulla stampa”.

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