Disabilità, le quotidiane difficoltà che non tutti sanno

Signori vi prego BASTA!. Nel parlare comune si usa dire che a mente fredda si ragione meglio. I fuochi sono finiti, adesso raffreddiamoci tutti. Se avessi dovuto scrivere qualcosa ieri, dopo aver ascoltato il racconto di mia madre stanca dei tre piani di scale fatti per riportare mia sorella a casa dopo un’ora e mezza di girovagare per trovare parcheggio, e stanca del quotidiano combattere contro tutta questa “ignoranza” (intesa come mancanza di conoscenza) sulla problematica disabilità, probabilmente avrei scritto parole diverse ed offensive, un po’ come fatto da mia sorella, di persone che invece meritano tutt’altra considerazione per quello che quotidianamente mettono in campo. Tutti sbagliamo, l’importante è non perseverare, e cogliere da ogni errore un’occasione di crescita personale e collettiva. Negare un diritto non è una novità nella nostra moderna (?) civiltà, gridarne la sua rivendicazione è diventata una moda anche da parte di chi quel diritto non c’è l’ha. Ed ecco che poi si assiste al paradosso: la persona disabile a casa, e la gente normale (?) sul lungomare. Eh si, perché credo che tutti noi abbiano notato che soprattutto ieri sera è stato un continuo andirivieni di moto, motorini e morette (più che ad un motoraduno), che hanno occupato in modo disordinato tutti gli angoli del paese, e poi un formicaio di macchine di persone normali (?) che cercavano posto all’impazzata!! Non ve ne siete accorti? Allora pure voi avevate un lasciapassare; in alternativa chiedetelo a chi come me è sceso a piedi da casa. Ed i veicoli dei disabili? “Signora hanno destinato solo 100 posti”. Alzi la mano chi ieri sera è riuscito a contare più di 10 carrozzine per disabili ieri sera, a meno che tra queste non si contino anche le carrozzine (passeggini in italiano) dei bambini. Ma perché mia madre non ha parcheggiato come gli altri “dovunque”? Perché a questo non è abituata, e perché in 30 anni di guida non ci risulta che la sua auto sia stata mai multata. Dopotutto trasporta una persona disabile, e deve dare il buon esempio, e pertanto non occupare marciapiedi, aree verdi, scivoli ma soprattutto il parcheggio delle persone normali, esattamente il contrario di quanto accade a parti invertite. La storia di ieri sera dunque è una storia normale, di quelle che accadono tutti i giorni, che letta senza la parola “disabile” in pochi avrebbe ascoltato, pertanto è inutile che questa notizia venga utilizzata a pretesto per creare discredito su persone, come l’Assessore alla Viabilità Liporace, di cui invece apprezziamo noi Belvederesi la quotidiana operatività. Civiltà, questo è quello che manca e di cui si dovrebbe parlare oggi, da parte di tutti, me compreso, per la storia dei parcheggi dei disabili, ma anche per i rifiuti buttati in ogni dove ad esempio, e per conquistarla basta davvero poco. La vera civiltà è quando ciascun uomo dà a ciascun altro ogni diritto che pretende per se stesso (citazione di Robert Green Ingersoll). Nel caso specifico per farlo sarebbe bastato chiudere gli occhi, ed immaginarsi di essere seduti su quella sedia a rotelle, il resto vi assicuro sarebbe venuto da sè.

Pietro D’Anello.

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