Ugo Vetere ammicca al M5S. Pronta la sua scesa in campo con Grillo

Santa Maria del Cedro – Ammicca Ugo Vetere. Ammicca e sa di saperlo fare con le persone giuste. Le sue prese di posizione “borderline” raccolgono consensi. E lui, il “guerriero” come viene definito, lo sa bene. Nato nel luglio del 1969 di professione fa l’avvocato. Sindaco di Santa Maria del cedro da poco, dopo aver ricoperto il ruolo di assessore con la giunta precedente. Insomma la politica la mastica e non ha mai nascosto le sue simpatie per il centrosinistra, e sottolineiamo, centrosinistra. Perché guai a dire che è “renziano”. Potrebbe scattare qualche anatema. Querele no, non è il tipo. Come Andreotti se ne guarda bene di farsi nemici. Anche i nemici a volte potrebbero rivelarsi utili. Da tempo è il maggior critico sulla costa tirrenica cosentina del Partito Democratico. Spesso anche con veemenza. Quando Renzi la settimana scorsa è stato a Diamante, lui probabilmente si godeva il mare o sorseggiava un buon drink all’ombra di un pateo. Altro che Renzi. Ha iniziato una battaglia sulla legalità nel suo paese. In solitario. A cominciare dalle varie autorizzazioni, spazzatura, acqua sino a controllare le concessioni su villaggi e strutture balneari. Una battaglia vinta. Si sarà inimicato qualcuno, ma alla fine è riuscito a ripristinare le norme che il regolamento statale indica. E lui lo sa bene. Che le norme, le leggi vanno applicate, come anche le condanne. Si possono commentare, tutt’al più. Quando gli altri sindaci fanno le passerelle su questo o quel tema, lui si confronta su questioni economiche, di tributi e tasse.

Ma è anche abbastanza furbo. Non si può negare. Ha capito che all’interno del Pd non c’è spazio di manovra: Ernesto Magorno che, sino a colpi di scena, rimarrà segretario regionale e deputato e poi c’è da controllare la scesa di altri rampanti della scena politica, come il sindaco di Scalea Gennaro Licursi e Antonio Praticò, ambedue reduci da vittorie elettoralistiche importanti. E allora il furbo Vetere che fa, guarda a Grillo, e lo guarda con simpatia. Sa che il movimento potrebbe raggiungere numeri importanti e poi il territorio è mancante di un leader, di qualcuno che come lui porti avanti battaglie soprattutto che difendano la tasca dei contribuenti. Il M5S è in crescita. I numeri non mancherebbero. Una candidatura, contrassegnata dalla benedizione di Nicola Morra il “leader maximo” del partito in Calabria e dalla eurodeputata Laura Ferrara. In ambedue i sistemi elettorali, l’attuale il porcellum e l’ipotetico, il sistema proporzionale, Vetere potrebbe avere buone possibilità di sedere tra gli scranni di Montecitorio e diventare così riferimento del Tirreno Cosentino.

Antonello Troya

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