Concussione all’Asp di Diamante. Confermata la tesi accusatoria. I due dipendenti restano ai domiciliari

Diamante – Una attività di indagine quella dei carabinieri di Scalea, che ha portato i primi risultati. Si è tenuta l’udienza di convalida per i due dipendenti dell’Asp di Diamante accusati di concussione in concorso, beccati in flagranza di reato mentre intascavano una bustarella di duemila euro. Il Giudice per le indagini preliminari ha mantenuto per entrambi gli indagati, Eugenio Vitale, 54 anni, e Antonia Coccimiglio, 65 anni, la misura cautelare degli arresti domiciliari; per Eugenio Vitale ha convalidato l’arresto; per Antonia Coccimiglio non ha convalidato, ma ha mantenuto l’applicazione cautelare. Ad entrambi viene contestato il reato di concussione in concorso. Dopo gli arresti alla commissione invalidi dell’Asp di Diamante, è intervenuta Mimma Iannello della Cgil dell’alto Tirreno. «L’inchiesta della Procura di Paola – ha affermato la sindacalista – che tramite la Compagnia dei Carabinieri di Scalea ha portato alla notifica di due ordinanze di misura cautelare nei confronti di segretari amministrativi della Commissione Invalidi civili della sede Asp di Diamante, ha smascherato, in flagranza di reato, pratiche deplorevoli di concussione. In avanti gli atti dell’inchiesta diranno certamente di più, ma se confermata ogni accusa, saremmo in presenza di reati gravissimi commessi da impiegati pubblici che, anziché dediti al buon funzionamento del servizio, si sarebbero piegati a logiche corruttive ai danni di cittadini fragili e bisognosi. La Cgil auspica che l’indagine meritevole della Procura compia il suo corso a 360° per verificare l’integrità dell’agire dell’intera Commissione e, in via cautelativa, al fine di fugare ogni ombra sull’operato della stessa, si chiede se non sia il caso che l’As proceda alla nomina di una Commissione Invalidi ex novo allo scopo di assicurare la dovuta fiducia in quanti da lunghi mesi attendono la definizione delle domande in giacenza di cui non sempre si comprendono le modalità di trattamento che ricevono e se siano stati rispettati i vincoli di legge riguardo la rotazione dei componenti l’ufficio di segreteria della Commissione. Alla luce dell’inchiesta – conclude Mimma Iannello – si ritiene tale misura dovuta non solo a tutela dello stesso Ente, ma innanzitutto dei cittadini che ad esso ricorrono per il riconoscimento di diritti da cui discendono prestazioni assistenziali fondamentali per affrontare le loro disagiate condizioni invalidanti».

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