Riapre l’ospedale di Praia a Mare. Vincenzo Cesareo Direttore sanitario

cesareo-1-563x353Praia a Mare – Sentenza del Consiglio di Stato a parte, si consumano gli ultimi atti di un feroce confronto all’interno dell’Asp tirrenica. È di ieri la notizia che in riferimento alla sentenza (la numero 2576/2014), che di fatto ha annullato la riconversione dell’ospedale di Praia a Mare in Capt, il direttore generale dell’Asp Raffaele Mauro, ha assegnato al presidio ospedaliero di Praia a Mare come direttore sanitario, il dottor Vincenzo Cesareo, che dovrà assolvere ai compiti propri della qualifica di appartenenza e collaborare all’imminente riapertura del presidio. Con questa disposizione il dirigente provinciale ha revocato la nr. 71855 del 30 marzo 2012 che di fatto incaricava Vincenzo Cesareo direttore sanitario dello Spoke Cetraro – Paola. Cesareo era vincitore di concorso. Nel mentre il ruolo a Cetraro era rimasto vacante, l’allora disposizione lo vide ricoprire Cetraro, mentre Praia chiudeva i battenti.

È l’ultimo atto dello scontro avvenuto in questi ultimi giorni tra il direttore generale Mauro e il ds di Cetraro Cesareo. La decisione di Cesareo di chiudere per ferragosto il reparto di Ginecologia e ostetricia a Cetraro, decisione che non competeva al dirigente ospedaliero, non è andata giù a Mauro. Che ha deciso di muoversi con il decisionismo che il suo ruolo gli permette. La disposizione ieri è arrivata a tutti gli organi dirigenziali territoriali e ciò ha provocato un subbuglio nel mondo politico locale. Insomma con un atto dirigenziale Mauro ha messo “a riposo forzato” il dirigente sanitario, obbligandolo a riconvertire il presidio da Unità operativa semplice Capt in Ospedale. Ma, c’è da chiedersi, il dg Mauro poteva annullare il decreto di spostamento di Cesareo e ricollocarlo a Praia a Mare? Sembra proprio di no, atto che spetterebbe tutt’al più al commissario ad acta. E non è tutto: cosa succederà ai dirigenti che in questi anni hanno servito l’azienda, come la responsabile del Capt, Angela Riccetti?

Una incompatibilità accertata tra i due, visto che c’è un procedimento giudiziario che li vede uno di fronte all’altro. E in ultimo, ma non ultimo, nel caso in cui dovesse riaprirsi l’ospedale si dovrebbero organizzare concorsi, trovare il personale e adeguare la struttura ai parametri moderni che la legge impone. Si, insomma alzate il sipario. La commedia è appena iniziata.

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