Editoriale. Soluzioni che si traducono in opportunità: La Riviera dei cedri rivendica attenzione e dignità

L’estate volge al termine e la Riviera dei Cedri si riconferma protagonista indiscussa di polemiche, campanilismi ed aspettative disattese. Terminata l’estate resterà il ricordo di un periodo contrassegnato, per l’Alto Tirreno Cosentino e non solo, da incendi devastanti che hanno deturpato il nostro paesaggio, violentandone con disprezzo la bellezza.
Resterà l’amarezza per i danni prodotti, per gli interventi insufficienti nonché per il senso di impotenza e solitudine provato davanti a tale scempio.
Resteranno le contrapposizioni, trasformatesi in dolorose fratture, tra chi ama il territorio, perché pubblica sui social network le foto di un mare cristallino e chi invece lo “detesta”, perchè decide di mostrare che poi tanto cristallino non è. Resterà il ricordo della carenza idrica che ha interessato alcuni Comuni, creando non pochi disagi a turisti e residenti. Resterà la speranza, fino ad ora puntualmente mortificata, della possibile riapertura dell’Ospedale di Praia a Mare. E tra un’accusa e l’altra di campanilismo, rimbalzata tra il Comune di Santa Maria del Cedro e quello di Diamante, nel rivendicare un preteso primato nella produzione del cedro, resterà pure il ricordo delle polemiche sorte per la partecipazione di Belen alla prossima edizione del Festival del Peperoncino di Diamante, per le somme destinate a pagarne il cachet e per l’importo dei finanziamenti ottenuti.
Lungi dal voler alimentare le sterili ed improduttive polemiche degli ultimi giorni, non ci si può esimere da alcune considerazioni.
Emergono le divisioni tra le comunità. Sono divisioni che appaiono anacronistiche e lesive perché finiscono per compromettere le potenzialità del territorio. Emerge l’assenza di una visione d’insieme che si traduca in idee e progetti da condividere per favorire la crescita della Riviera dei Cedri.
Ogni volta che qualcuno (a questo punto direi con enorme coraggio!) formula osservazioni che potrebbero rappresentare una premessa da cui iniziare a riflettere in maniera prospettica, anziché incontrare confronto trova scontro e si consuma l’ennesima guerra tra poveri. Non sarebbe più utile per lo sviluppo dell’intera Riviera (e non del singolo Comune, a nulla rilevando che si chiami Scalea, Diamante, Praia a Mare o Santa Maria del Cedro, atteso che la crescita isolata a lungo termine non paga) lavorare al fine di approntare un sistema che sia in grado di offrire servizi ed opportunità in favore di tutti? Per far questo, però, occorrerebbe predisporre soluzioni che si traducano in opportunità che, pur con le dovute differenze, non favoriscano mai uno a danno degli altri. La Riviera dei Cedri rivendica attenzione e dignità; chiede di poter crescere in termini economici ed occupazionali. Occorrono risposte lungimiranti, soluzioni per i problemi esistenti e offerta ampia di servizi.
I cittadini sono stanchi. Lo sono ormai da molto tempo a causa di un turismo che non decolla, della disoccupazione divenuta una piaga inguaribile, di una sanità lasciata allo sbando, di una depurazione insufficiente nei periodi di maggiore affluenza turistica e dell’assenza di risposte a questi disagi. E noi? Noi pubblichiamo le foto di un mare da bere ma che nessuno alla fine beve.

Tiziana Forestieri

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