Dall’estate 2017 un solo dato: territorio tirrenico cosentino da ricostruire. L’analisi di Vetere e Cirillo

Santa Maria del cedro – Turismo. Sempre e solo turismo. E tutto ciò che lo circonda, a cominciare dai servizi che questo territorio offre. Non sono bastate le denunce, le acquisizioni di atti, il tam tam dei mass media, social e carta stampata. Il territorio tirrenico cosentino ne esce con le ossa rotte. Senza alcun appello. Ugo Vetere, sindaco di Santa Maria, ha legato la sua figura istituzionale a questo argomento. A lui si devono denunce e segnalazioni, alcune in parte ascoltate dagli organi competenti, altre finite tra i meandri del politichese.

Vetere nella sua analisi parte dal controllo del territorio. “Come si può controllare un territorio così vasto con tutta questa gente che circola in continuazione dalla mattina alla notte inoltrata? Certamente non militarizzando ma mettendo in atto misure di decrescita territoriale che limiti gli arrivi e gli stazionamenti turistici. Come? Intanto facendo una politica diversa sugli affitti, imponendo di fittare le case con posti letto stabiliti ed a persona e non mensilmente. Poi controllando tutte le abitabilità e gli allacci fognari. Puntare su una diversificazione dell’offerta nei mesi di giugno, luglio e settembre. Insomma finirla con la logica che in nome del turismo tutto si debba accettare. Perché in nome del turismo, oggi, ognuno si sente autorizzato a fare qualsiasi cosa”. Vetere riprende l’analisi del giornalista Francesco Cirillo, il quale nel suo blog, puntualizza alcune questioni che quest’estate hanno tenuto banco. “I commercianti – si legge – tengono aperte le proprie attività fino a notte inoltrata, i bar e i ristoranti, i pub e le discoteche sparano musica ad alta volume , i gestori degli stabilimenti balneari si allargano come possono erodendo spiagge libere, auto spurgo e camper circolano liberamente ovunque scaricando quando è possibile farlo, in fiumi e zone periferiche, i depuratori saltano nella notte e le montagne giusto per non farci mancare niente bruciano in continuazione. 5000 incendi per tutta la Calabria, boschi interi, pinete secolari, pini loricati sono finiti in fumo. Ma il problema che si è posto sin dall’inizio della stagione turistica è stata la schiumetta, le bolle verdi, il mare inquinato dalle alghe, lo scarico abusivo.
Il problema è solo questo, il nostro turismo risponde solo a questa esigenza primaria: il mare.
Poi attorno può succedere di tutto, ma il mare se è pulito, almeno a livelli di trasparenza va bene, se si vede qualcosa di scuro allora tutto cade. La massa cerca il divertimento e questo è quello che tutte le amministrazione gli danno. L’arrivo della farfallina di Belen non fa altro che rispondere a questo tipo di turismo. Dal punto di vista mediatico sono soldi ben spesi”.

Antonello Troya

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