Amici di Beppe Grillo: “Aggiornare il database dei territori incendiati”. Lettera al sindaco di Belvedere

Belvedere – Aggiornare il database del catasto inerente i territorio interessati da incendi. A proporlo è il Meetup “Amici di Beppe Grillo –  Belvedere in MoVimento” che ha inviato una missiva al Sindaco Enrico Granata e all’Assessore all’Ambiente Vincenzo Spinelli avanzando una proposta riguardante l’aggiornamento. Sono più di 560 le notizie di incendi in Italia raccolte da maggio nella mappa creata da Italia a Fuoco – si evince dalla missiva – progetto non profit e open data, nato per condividere informazioni utili e verificate sugli incendi che in questi mesi affliggono l’Italia. I terreni perdono il proprio valore e la loro destinazione urbanistica può cambiare a favore dei costruttori, oppure possono trasformarsi in luoghi di scarico illecito di rifiuti. Solo nel 2016, secondo il rapporto Ecomafia 2017 di Legambiente, sono stati 4635 gli incendi denunciati come reati, con 14 arresti e 96 sequestri.

*Per contrastare questo fenomeno una legge c’è già: la 353/2000, “finalizzata alla conservazione e alla difesa dagli incendi del patrimonio boschivo nazionale quale bene insostituibile per la qualità della vita”. La legge prevede che “le zone boscate ed i pascoli i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco non possono avere una destinazione diversa da quella preesistente all’incendio per almeno quindici anni. Per applicarla però c’è un vincolo: i comuni devono aggiornare il catasto incendi e pubblicarlo nell’albo pretorio”.

Per cui il Meetup “Amici di Beppe Grillo – Belvedere in MoVimento” chiede all’esecutivo Granata la pubblicazione dell’elenco e delle relative perimetrazioni dei soprassuoli già percorsi dal fuoco nell’ultimo quinquennio come previsti dall’art 10 comma 2 della Legge 353/2000; La relativa pubblicazione in albo pretorio comunale se non già fatto; La pubblicazione in amministrazione trasparente nella sezione Amministrazione Trasparente/Pianificazione e Governo del Territorio se non già fatto e dopo aver adempiuto alla pubblicazione in albo pretorio, se non già effettuata, ritenendo l’adempimento un atto di governo del territorio.

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