Il cedro, simbolo della Calabria e della sua cultura. Incontro a Santa Maria con Oliverio

Santa Maria del Cedro – Il cedro e la sua storia. Una storia che si intreccia con quella calabrese, diventando esempio eccellente di fusione di culture e di proficua integrazione. Questo l’argomento oggetto dell’incontro che si è tenuto all’interno di Palazzo Marino a Santa Maria del Cedro. Dopo i saluti del Sindaco, Ugo Vetere, è toccato al giornalista massmediologo Klaus Davi, evidenziare l’importanza della valorizzazione di questo agrume. Un frutto che, rappresentando ed esprimendo l’essenza del territorio della Riviera, è diventato simbolo di una consolidata tradizione. Nel corso dell’incontro, il Presidente della Giunta Regionale della Calabria, Mario Gerardo Oliverio, si è soffermato sulla rilevanza di questo progetto. Un progetto dal quale emerge una storia fatta di accoglienza che contraddistingue la Calabria e la sua popolazione. Lo testimoniano i racconti tramandati, il cui ricordo viene rinnovato ogni anno in occasione del giorno della memoria, durante le celebrazioni istituzionali presso il campo di deportazione di Ferramonti a Tarsia. Il cedro rappresenta una tradizione che, attraverso questo progetto, merita di essere valorizzata quale simbolo per eccellenza del legame con la comunità ebraica non solo in Calabria ma anche in Europa e in Israele. E’ stato il Rabbino della Comunità ebraica di Milano, Rav Moshe Lazar, ad entrare nel cuore di questo appuntamento, descrivendo ai presenti ciò che il cedro rappresenta per la religione ebraica ed evidenziando, altresì, le proprietà benefiche che questo agrume possiede. Il Rabbino Lazar ha rivolto, poi, un appello per la conservazione e la promozione del cedro, quale simbolo delle relazioni tra la Calabria e la comunità ebraica, chiedendo di continuare a sostenerne la coltura, anche alla luce dei danni provocati dalle calamità naturali; tanto, perché il cedro deve considerarsi un prodotto che rappresenta, a pieno titolo, non solo la comunità ebraica ma anche il territorio calabrese. Interessante ed emozionante l’intervento successivo del dott. Pugliese, referente delle comunità ebraica di Napoli e per il meridione d’Italia, che ha paragonato il cedro ad un cuore pulsante ed ha ricordato la storia antica dell’ebraismo calabrese. Una storia fatta non solo di accoglienza, di arricchimento culturale, economico e di scambi ma soprattutto di positiva integrazione. Tra i relatori anche il prof. Franco Galiano, presidente dell’Accademia Internazionale del Cedro che, dopo aver ricordato l’antica amicizia che unisce la comunità ebraica a quella calabrese, ha sottolineato la necessità di puntare alla diffusione del patrimonio storico-culturale di questo agrume, anche nelle scuole e negli atenei calabresi. L’ultimo intervento è stato affidato alle parole di Angelo Adduci, presidente del Consorzio del Cedro di Calabria il quale, rivolgendosi al Governatore Oliverio, ha ribadito l’esigenza di non distogliere l’attenzione dalla produzione di questo agrume che simboleggia non un frutto ma una cultura. L’evento, molto partecipato, rappresenta il punto di avvio di un progetto di estrema rilevanza e di profondo significato per l’intera Riviera dei Cedri. Investire sulla produzione e sulla valorizzazione di questo agrume, inteso quale “cuore calabro dell’ebraismo”, significa approfondire la storia calabrese del cedro non ancora adeguatamente raccontata e fatta conoscere, favorire l’intensificarsi dei già consolidati rapporti con la comunità ebraica ed offrire nuovo impulso ad un’attività produttiva fondamentale per il territorio.

Tiziana Forestieri

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