Insediamenti del VI secolo a.c. Al via i lavori archeologici alla Petrosa di Scalea

fabrizio molloScalea – Insediamenti che risalgono al VI – V secolo a.c. la prima presenza dell’uomo accertata sulla costa tirrenica e che avalla ipotesi di un inizio di collegamento con i sibariti e con le popolazioni lucane e campane. È quanto sanno di poter trovare gli archeologi che si sono dati appuntamento oggi a Scalea per iniziare i lavori in località Petrosa. La zona interessata è stata individuata in un fondo, di proprietà privata, messo a disposizione dal legittimo titolare al fine di consentire i lavori di scavo, che saranno realizzati da un’equipe di ricercatori e studiosi guidata dal prof. Fabrizio Mollo, docente di Archeologia presso l’Università degli Studi di Messina. L’attività archeologica volge a portare alla luce tracce di insediamenti risalenti alla fine del settimo ed ai primi decenni del sesto secolo a.C, epoca nella quale i Greci insediatisi sul versante ionico calabrese non avevano ancora mosso significativi passi espansionistici verso l’area tirrenica. Ad illustrare i contenuti delle ricerche da svolgere sono stati il dott. Simone Marino, funzionario della soprintendenza ai beni archeologici e culturali della Calabria, ed il prof. Fabrizio Mollo al quale è stato demandato il compito di coordinare e dirigere i lavori. “Oggi – ha affermato il dr. Marino – è un giorno fondamentale per l’archeologia atteso che, dopo cinquant’anni, si riprende l’attività di scavi a Scalea” e ancora che “tali scavi saranno importantissimi per creare una coscienza ed un’identità territoriale”. Nel 1974, infatti, la zona è stata interessata da ricerche non più proseguite che, oggi, si intende riprendere, anche nell’intento di riuscire a portare i risultati di tali ricerche al convegno che si terrà, in materia, a Taranto. Il prof. Mollo ha ribadito l’importanza di questo progetto, definendolo un “evento” nonché “un sogno che si avvera grazie al Comune di Scalea” e che si ripropone a distanza di cinquant’anni dai primi studi dedicati al luogo interessato. Un patrimonio culturale “non delocalizzabile e che appartiene a tutti”, che sarà fruibile da parte dei cittadini. Un sito d’interesse al pari di quello di Tortora che richiede la giusta attenzione per la rilevanza che assume perché “Scalea deve tornare a rivestire il ruolo che merita puntando sulla cultura”. Il Sindaco, infine, ha tenuto a ringraziare espressamente il proprietario del terreno che sarà interessato dai lavori di ricerca, sottolineando l’importanza del suo contributo fattivo. Questi scavi saranno l’occasione per approfondire gli studi relativi alla cittadina tirrenica e per meglio collocare temporalmente i fatti storici; un’attività dalla quale ci si attendono sviluppi di rilevante interesse.

Tiziana Forestieri

 

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