“Calabria Golf Destination”, un piano per lo sviluppo del territorio

Quando si pronuncia Calabria si pensa immediatamente ad una terra ricca di bellezze naturali, di storia e di cultura. Si pensa a Leonida Repaci che in “Quando fu il giorno della Calabria” ha offerto una delle descrizioni più belle e toccanti di questa regione, riuscendo a coglierne l’essenza. La Calabria è una terra straordinaria, sia nel bene che nel male; difficile da dimenticare per chi ha avuto il privilegio di conoscerne i luoghi e le persone, un ricordo destinato a divenire indelebile per chi vi è nato. Accanto a questa Calabria ne esiste un’altra che è quella amara da accettare, quella dei problemi occupazionali, della criminalità, della mancata valorizzazione, della sanità insufficiente, delle infrastrutture inadeguate che rendono gli spostamenti dei veri e propri viaggi della speranza ma, soprattutto, è quella del pregiudizio; un pregiudizio lesivo quando proviene da chi non la conosce e mortale quando è fatto proprio da chi la vive. E’ la terra in cui è forte il bisogno di riscatto, il senso di orgoglio e di appartenenza ma anche quello dei sogni destinati a fuggire. E’ la terra in cui chi possiede un sogno trova più agevole pensare di realizzarlo altrove, perché questo è il luogo delle opportunità mancate. Ecco allora che iniziano le recriminazioni e gli attacchi alla politica che non appare foriera di idee utili a creare quelle opportunità. Prevale il senso di rassegnazione davanti ad una realtà che, per decenni, ha vissuto sulla base di progetti mai decisivi nel determinare un crescita reale ed un cambiamento costruttivo. Tale è la rassegnazione che, anche in presenza di idee interessanti e valide, ogni proposta viene bocciata a priori senza che ci si lasci almeno incuriosire dai suoi contenuti. Ecco, dunque, il pregiudizio. Quello mortale, quello ormai insito nella mente di molti calabresi e che costituisce il vero freno che impedisce di andare avanti, sì da poter cambiare finalmente le cose. E’ un pregiudizio che occorre superare, riappropriandosi del giusto senso critico e di quel desiderio di sapere che induce a valutare e ad aprirsi al confronto. Non è concepibile alcun cambiamento in assenza di una partecipata volontà di realizzarlo. La Calabria è una regione dalle enormi potenzialità che potrebbe accogliere iniziative imprenditoriali ambiziose e determinanti per l’economia. A questo proposito esiste una proposta di legge, che nei fatti si presenta come vero e proprio progetto turistico, conosciuto come “Calabria Golf Destination” che tarda ad ottenere approvazione da parte del Consiglio Regionale e che potrebbe, se non risolvere, quanto meno ridurre in modo rilevante i problemi occupazionali nelle zone individuate per realizzarlo; ma la Calabria è la terra in cui si preferisce dire no, abbandonandosi alla rassegnazione, piuttosto che lottare per cambiare le cose. Non si tratta solo di fronteggiare una disoccupazione che affligge l’intera regione, inducendo giovani e meno giovani a lasciarla per ricercare quel lavoro che questa terra non riesce a garantire. La legge in questione potrebbe offrire nuovo slancio all’economia dei territori interessati, migliorando così la qualità della vita di moltissimi cittadini. Esistono realtà territoriali all’estero che, meno ricche in bellezza e varietà dei luoghi rispetto alla Calabria, hanno assistito agli effetti positivi derivati dalla realizzazione di tale progetto, facendone strumento di sviluppo ed ottenendo un considerevole aumento dei flussi turistici. In ragione di quanto avviene negli altri stati in cui si punta, senza remore, a pianificare e a creare impianti golfistici, risulta paradossale che non si riesca a cogliere anche in Calabria questa occasione. Una regione in cui non mancano le risorse naturali, storiche e culturali, ma il coraggio di intraprendere la strada che potrebbe determinarne l’ottimizzazione. Si continua a parlare da anni di turismo e della necessità di approntare misure idonee a potenziarlo e soprattutto a destagionalizzarlo. Eppure, finora, non si sono visti risultati rilevanti. Questa legge, se approvata, potrebbe garantire non solo un incremento delle presenze ed un innalzamento della qualità ma anche un ampliamento della stagione turistica in Calabria. Non più un turismo relegato a pochi mesi durante l’anno ma costante. Il golf è uno sport che, un tempo forse di nicchia, oggi appare d’interesse per numerosissimi cultori che, come dimostrato da studi e statistiche, sono pronti a viaggiare anche oltre i propri confini nazionali per praticarlo. Non è il golf in sé ma ciò che può derivare dalla predisposizione delle relative strutture a fare la differenza: l’indotto. A quanto pare esistono investitori, anche stranieri, pronti a scommettere su questo progetto e su ciò che serve non solo per realizzarlo ma anche per promuoverlo. Le necessità legate ai servizi essenziali, oggi non opportunamente soddisfatte ed anteposte legittimamente dai calabresi come preminenti, diventerebbero priorità anche per questi investitori. Trattasi di uno sport che, richiamando l’attenzione di un turismo diverso da quello al quale siamo abituati, potrebbe rappresentare il volano per la rinascita di un’economia attualmente ridotta ai minimi termini. E’ un progetto audace che impone di iniziare a pensare in grande per non rassegnarsi a continuare a volare basso. Peccato che i calabresi, collocando in un ingiustificato rapporto antitetico golf e servizi essenziali (come se l’uno dovesse escludere gli altri) pongano un incomprensibile veto, così cedendo alla rassegnazione!

Tiziana Forestieri

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