Cetraro, operai “Calabria Verde” all’Emiliana Tessile. Chiuso l’accordo per l’acquisizione tra l’esecutivo Aita e Vela Latina?

emiliana tessileCetraro – Che ci fanno gli operai dell’Afor (adesso Calabria Verde) nello spiazzale all’interno dei cancelli dell’Emiliana Tessile? Presto detto: tagliano l’erba per rendere accessibile la fabbrica a chi fosse interessato all’acquisto. Che in questo caso si potrebbe tradurre con l’amministrazione comunale. Si, insomma gli operai di Calabria Verde non dovrebbero essere lì: come dipendenti di un ente pubblico necessiterebbero di un’autorizzazione da parte dell’amministrazione: per cui presto detto e ovviamente fatto. Nel maggio di quest’anno il primo cittadino di Cetraro, Angelo Aita, aveva manifestato la volontà di acquisire l’intero complesso immobiliare che ha ospitato la “Faini” e successivamente la “Emiliana Tessile”. L’intento del comune sarebbe stato quello di realizzare progetti e investirci in termini socialmente utili. Immediata era arrivata la lettera degli ex dipendenti, in attesa di veder riconosciuti i loro diritti, soprattutto quelli economici. Dall’acquisto degli imprenditori Fausto Acquino e Piero Citrigno della struttura (che portò anche a risvolti giudiziari. Al processo i due imprenditori furono assolti dal reato di estorsione: l’ex proprietario sosteneva che il valore dell’immobile fosse più alto rispetto agli 850 mila pattuiti) gli ex operai non hanno poi visto e saputo nulla sul futuro della loro situazione. I due imprenditori si erano impegnati a riassumere il personale nel famoso “Polo oncologico” di preelettorale memoria. Polo sanitario mai partito. Gli operai lamentano tale situazione quasi di accordo tra amministrazione e “Vela Latina” la società intestataria dell’immobile e chiedono che se nel caso si sottoscrivesse l’intesa, di tenere nella giusta considerazione l’impegno contrattuale assunto e che si trattenesse nel versare, quanto deve essere ancora dovuto ai dipendenti. Dal canto suo la “Vela Latina” lo scorso 2 ottobre ha risposto alla proposta presentata dall’amministrazione comunale di acquisire l’immobile. La società “Vela Latina” accetta il prezzo di partenza proposto pari a un milione e 680 mila euro, con l’aggiunta di 287 mila euro per tassazione degli anni 2012 -2015. Da parte dell’amministrazione il compito di provvedere al cambio di destinazione d’uso della porzione di terreno fronte strada e del fabbricato ex “Pantalonificio Seta” con il permesso di costruire un immobile commerciale. Insomma una situazione difficile: gli operai si vedono smarriti anche perché da parte dell’amministrazione comunale a guida Aita non sembra esserci alcuna intenzione di ricollocare gli ex dell’Emiliana Tessile.

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