Oliverio e le catene: quando perde la politica e vince il qualunquismo

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L’interno del Pronto soccorso

Si può ironizzare quanto si vuole: ma Oliverio stavolta l’ha sparata davvero grossa. A Praia a Mare nel bel mezzo dell’inaugurazione dell’ospedale, o meglio della riapertura di una struttura ospedaliera che non è presente nella rete ospedaliera, il governatore si lascia andare in un profetico “Se Gentiloni non caccia via Scura mi incateno davanti Palazzo Chigi”. Qualcuno si è pure preoccupato per il colore paonazzo del viso del presidente nel pronunciare tale affermazione. Nel caso di un malore il Pronto Soccorso era lì, a due passi. Per fortuna. Decisamente imbarazzati Ernesto Magorno e Enza Bruno Bossio: “Vuoi vedere che Maruzzo ci trascina a Roma e ci fa incatenare? Ma come non siete dello stesso partito? Non è il Pd che vi ha portato alla guida della Calabria e a rappresentarla? Che messaggio deve arrivare, allora, al Presidente del Consiglio? Quando un uomo di certa levatura come il nostro Gerardo Mario da San Giovanni in fiore, deputato, presidente della Provincia, Assessore, Governatore, si lascia prendere dalla foga di minacciare un “Sansone” presidente del Consiglio “e tutti i Filistei”, allora c’è qualcosa che non va. Oppure il governatore ha già la soluzione in tasca. Il “ricatto” si sta giocando su più tavoli: su quello del Pd, dove a Praia ha mostrato il meglio di sé marchiando come propria una sentenza del Consiglio di Stato, e sul fronte di Alternativa Popolare, che forte del ministro in carica certamente non si è lasciata sfuggire l’occasione di accreditarsi un simile evento come la riapertura dell’ospedale. Gentile, il Tonino, aveva dato il suo imprimatur. Il Pd in forte affanno aveva cercato di recuperare punti in classifica. C’è riuscito in parte. Solo che ora non si sa come reagirà Paolo Gentiloni quando qualcuno gli farà cenno delle parole dette da Oliverio a Praia. Eppure un piccolo, timido passo, c’era stato, quando alla vigilia del referendum Renzi aveva promesso il passaggio delle deleghe sulla sanità in Calabria e Campania. Ma la debacle referendaria aveva rimesso tutto in discussione. Ma solo per Oliverio, però. Che si è ritrovato ancora a dover assistere alle decisioni “manu propria” di Massimo Scura. Scura non si dimetterà e nemmeno sarà cacciato, come vuole Oliverio. Se un governo decide di commissariare un settore strategico come la sanità allora vuol dire che la politica ha fallito e che bisogna correre ai ripari. La politica ha fallito se si paga una poltrona per i prelievi 2.500 euro. Se si spostano gli infermieri per trasferirli altrove e alcuni pagarli, in più per la trasferta, 60 euro l’ora. Se si chiudono reparti per favorirne altri. Se il paziente deve andare via dalla Calabria anche solo per una visita. Se le liste di attesa sono interminabili. Dicci Mario cosa hai in mente. Quali prospettive nuove si aprono per la nostra terra e di che morte deve morire.

Antonello Troya

 

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