Belvedere, acquisizione del Castello. Le tre proposte della minoranza all’esecutivo. Chiesto un Consiglio comunale

Belvedere – Un Consiglio comunale convocato per discutere dei problemi legati al futuro del Castello Angioino-Aragonese di Belvedere. Lo chiedono i gruppi di minoranza Ora, Pd Cambiaverso, e Rinascimento. Daniela Tribuzio e Gianluca Bencardino (Gruppo Ora), Francesca Ugolino (Gruppo Pd – Belvederecambiaverso), Vincenzo Carrozzino (Gruppo Rinascimento), ritengono opportuno e urgente dibattere in merito alla “Acquisizione/esercizio prelazione e successiva valorizzazione del Castello Aragonese. Procedura concorsuale di vendita ad oggetto i diritti pari a 2/3 della proprietà piena” –

“Nel recepire le istanze della collettività belvederese – si legge nella nota – appare indispensabile proporre un’azione unanime e congiunta per l’acquisizione del Castello Aragonese al patrimonio collettivo; ciò – indubbiamente – rappresenterebbe il punto di incontro delle esigenze e delle prospettive di sviluppo turistico/culturale della nostra cittadina. La delibera consiliare che si propone, infatti, è sottesa a riportare, da un lato, la proprietà del castello alla comunità che lo custodisce, dall’altro lato, inoltre, consentirebbe, a valle dell’acquisto dei diritti oggetto di vendita pubblica, di delineare contestualmente l’indispensabile processo di valorizzazione e tutela del bene in questione”.

L’opposizione propone di avviare in maniera tempestiva i procedimenti amministrativi funzionali al reperimento dei fondi necessari a garantire la relativa copertura finanziaria.

In caso di aggiudicazione dei diritti di proprietà da parte di un soggetto privato, rimarrebbe la possibilità di acquisire i diritti di proprietà del Castello mediante l’esercizio della prelazione prescritta dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, in quanto trattasi di bene riconosciuto Monumento Nazionale ed inserito nel Patrimonio Nazionale secondo i dettami della legge n. 1089 del 01 giugno 1939, inerente la tutela delle cose d’interesse artistico o storico.

Ne discende, pertanto, in un caso (aggiudicazione di vendite future) o nell’altro (esercizio della prelazione), la possibilità di portare la proprietà del Castello Aragonese nel patrimonio dell’Ente Locale; ciò, naturalmente, anche a valle dell’acquisto successivo della restante parte, pari a 1/3, di proprietà privata. Appurata la possibilità di acquistare il Castello Aragonese, a tal punto, emerge l’oggetto della prima linea di indirizzo contenuta nella proposta di deliberazione, ossia la necessità per l’Ente di reperire la relativa copertura finanziaria.

Le alternative sono: costituzione di un partenariato pubblico-privato; un’associazione/comitato cittadino all’uopo costituiti; tale soggetto, infatti, gestirebbe la raccolta fondi mediante una campagna di sensibilizzazione della popolazione ; oppure l’accensione di un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti. Insomma per la minoranza è necessario reperire i fondi necessari all’acquisto del Castello Aragonese, per mezzo di almeno tre tipologie di procedure: l’ente non si può esimere dal procedere alla valorizzazione e alla tutela del bene.

 

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