Belvedere: finti docenti con diplomi veri all’ex magistrale. I licei si costituiscono parte civile

Belvedere – Erano finti. Più finti di un articolo firmato venduto in un negozio cinese. Diplomi comprati, forse. O anche regalati. Visti i tempi non ci si scandalizza più di nulla. Fatto sta che una nutrita schiera di docenti (o pseudo a questo punto) agli anni delle fatiche da passare sui libri, delle notti insonni, dei ripassi, delle interrogazioni, hanno preferito mettere mano al portafogli e comprarsi un diploma. Stiamo parlando di anni antecedenti al 2001-2002. Biennio in cui l’ordinamento scolastico cedeva l’attestato di sostegno per i diplomati dal magistrale all’università. Prima del 2000 i diplomi magistrali prevedevano l’accesso all’insegnamento e l’abilitazione al sostegno attraverso istituti e scuole con corsi professionali. Come è avvenuto con i falsi docenti scoperti nella provincia di Cosenza. I diplomi risultano essere stati rilasciati da due istituti di Belvedere Marittimo e Castrovillari. Mentre l’abilitazione al sostegno da un istituto cosentino. In alcuni casi si è registrata anche la mancanza del completamento del ciclo di studi. In pratica si sedevano dinanzi la commissione, qualche domandina e il gioco era fatto.

La scuola interessata al procedimento giudiziario sono i Licei di Belvedere, ex istituto magistrale. Naturalmente l’attuale dirigenza si dichiara estranea ai fatti. Anzi la dirigente scolastica, Maria Grazia Cianciulli, ha deciso di costituirsi parte civile nell’eventuale processo che si farà. “La notizia della diffusione di diplomi falsi – dice la Cianciulli – è la prova che la scuola ha bisogno di una massima attenzione da parte di tutti coloro i quali devono garantire che almeno il mondo dell’istruzione e della formazione vengano preservati da interessi ignobili perseguibili penalmente. Il grido d’allarme di chi ha a cuore la salvaguardia della legalità assoluta almeno nel luogo sacro della formazione dei futuri cittadini, diventa oggi più che mai attuale e necessario. Bisogna preservare il mondo della cultura e con esso tutti quanti ancora confidano che solo dall’educazione, formazione, istruzione possano nascere i semi di una società migliore. E’ in virtù del profondo senso di desolazione e indignazione che mi ha pervaso, che ho deciso, contestualmente all’esposto denuncia contro ignoti, immediatamente presentato alle autorità giudiziarie, di costituirmi parte civile per difendere il buon nome e la fama dei Licei “ Tommaso Campanella” vittime, di una truffa che assume le dimensioni di un imponente affare giudiziario. L’aver utilizzato, tra gli altri, anche il logo dei Licei nella falsificazione dei documenti, è un fatto di estrema gravità che dovrà essere perseguito nel più severo dei modi . Lo si deve ai tanti studenti che nel corso di quasi 50 anni, con il diploma dei Licei “ Campanella” si sono affermati nel mondo, professionalmente, portando lustro, vanto e orgoglio alla Calabria, lo si deve ai tanti docenti che sono passati in questo prestigioso istituto, investendo le proprie risorse umane e professionali per elevare le giovani generazioni all’insegna della legalità, dell’etica e dell’eccellenza. Lo si deve ai dirigenti scolastici – dice in ultimo la dirigente – che si battono in trincea per cercare di garantire la massima tutela della “scuola” come ambiente sacro e intoccabile da ogni “elemento inquinante”.

Antonello Troya

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: