“Un Petalo Rosa per non dimenticare”, incontro al centro “Lanzino” di Scalea

Scalea – Sessanta artiste per altrettante opere create da donne vittime dirette o indirette di violenza. “Un Petalo Rosa per non dimenticare” è il titolo della mostra dedicata al ricordo di Roberta Lanzino e di tutte le donne abusate o uccise. Una mostra per non dimenticare tante giovani vite spezzate dalla bruta violenza di un uomo che ne ha cancellato i sogni e le speranze. L’incontro, organizzato presso il Centro Donna “Roberta Lanzino” di Scalea, si è svolto in una sala gremita di persone nonostante la giornata di pioggia. Un tema sentito che riguarda tutti. Si, perché la violenza sulle donne non è solo questione riguardante il genere femminile ma anche e soprattutto quello maschile. Tanta la commozione davanti ai dipinti, alle opere esposte ed alle poesie che animano questa mostra itinerante. I lavori sono stati introdotti dalla Presidente del Centro Donna Giuseppina D’Amante. Dopo i saluti istituzionali del Sindaco Gennaro Licursi, dell’Assessore allo Sport, Turismo e Spettacolo Eugenio Orrico e dell’Assessore ai Servizi Sociali Roberta Orrico, sono seguiti gli interventi del Critico d’Arte Pasquale Solano e Franco Lanzino. Franco e Matilde Lanzino, a seguito della prematura e violenta scomparsa della giovane figlia, hanno deciso di costituire la Fondazione Roberta Lanzino, per offrire sostegno a tutte le donne che si trovano in difficoltà a causa di rapporti degenerati in forme violente. “La violenza è violenza e come tale va trattata – ha affermato Franco Lanzino – appartiene a tutti, è dietro l’angolo, nascosta e non si vede. La violenza è un fatto politico, storico, culturale ed ha bisogno di tempo per essere affrontata e sconfitta”. Mancano l’ascolto ed il confronto anche nell’educazione dei bambini e per questo è necessario entrare nelle scuole. “Bisogna educare gli uomini – ha continuato Lanzino – affinché prendano coscienza che nella diversità si rinviene la parità e bisogna lavorare insieme in questa direzione”. L’incontro è stato intervallato da alcuni brani eseguiti dalla giovane e promettente violinista Wilma Monachello ed è stato concluso dall’intervento del Critico d’Arte Solano che, dopo aver espresso apprezzamento per le opere esposte, ha sottolineato che ammirandole “si ha come l’impressione di vederle piangere”. Un momento di riflessione profondo e sentito su un argomento che riguarda un fenomeno ancora troppo diffuso e che ha inciso ed incide inesorabilmente sul corso di molte vite, alcune spezzandole definitivamente ed altre mortificandole nella parte più intima dell’anima. Se parlarne è importante, lo è ancor di più assicurare alla giustizia, anche e soprattutto garantendo la certezza della pena, coloro che si rendono autori di fattispecie di reato nei confronti delle donne. Ascoltare il dignitoso dolore di familiari che hanno subito la perdita di una figlia, di una sorella o di una madre per mano di un vile assassino lacera l’anima. E’ un dolore che può essere solo intuito ma non compreso e partecipato pienamente. E’ un problema del quale la società nella sua interezza è chiamata a farsi carico con la comune finalità di risolverlo. Si pone l’esigenza di educare all’amore ed insegnare alle nuove generazioni che il “no” rientra tra le naturali possibilità della vita; perché la violenza sulle donne è soprattutto un problema culturale e come tale va affrontato alla radice.

Tiziana Forestieri

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