Cacciato dai figli, accolto all’ospedale di Praia. La storia del senzatetto salvato dal personale

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Praia a Mare – Una bella storia. Una di quelle natalizie. Una di quelle che ti aprono il cuore. Se non fosse avvenuta all’ospedale di Praia la potremmo considerare da libro “Cuore”. E invece protagonista di questa storia è il personale dell’ospedale più bistrattato della Calabria. Quello chiuso perché in deficit. Quello che meritava di essere chiuso e riaperto per finta per dare in pasto alla gente un argomento squisitamente elettorale. Il personale del nosocomio non si è mai perso d’animo, continuando a fare il proprio lavoro. Decisamente al di sopra delle loro possibilità. Senza mezzi e senza sostegno. Quanto avvenuto riguarda il reparto di Pronto Soccorso. Quello riaperto da poche settimane, che sta lavorando alacremente e con professionalità. Nei giorni scorsi il personale del 118 viene allertato dalla presenza di un anziano a Tortora. L’uomo non presenta disturbi psichici, anzi si dimostra abbastanza sveglio ma è senza fissa dimora. Il 118 si attiva per raccogliere l’uomo e sottoporlo ad un primo esame. Dopo di che lo porta al Pronto Soccorso dell’ospedale di Praia. Gli ulteriori controlli non lasciano trasparire nulla di particolarmente rilevante. Non presenta problemi se non quelli legati alla sua età, 77 anni. L’uomo, originario di Scalea racconta la sua storia, fatta di silenzi e abbandoni. Decisioni sbagliate e contrasti. I figli, così racconta l’uomo, residenti a Scalea, non l’avrebbero accolto in casa loro, così l’anziano avrebbe deciso di vivere in mezzo ad una strada. Nulla di più cattivo e deplorevole: lasciare il proprio padre in balia del tempo. Così il personale del Pronto Soccorso decide di accudirlo per qualche giorno. Se lo coccolano come si fa per il proprio padre, per il proprio nonno. Rimane lì due giorni in attesa di trovare una soluzione. Viene allertato l’assistente sociale del comune di Scalea, che provvede a rinnovargli i documenti. Sta bene, non ha bisogno d’altro. Ha solo bisogno di affetto. Ma si deve trovare una soluzione. I figli non ne vogliono sapere. Così una persona di gran cuore, che ha preferito rimanere nell’anonimato, decide di portarselo a casa. Per questo Natale, sarà circondato dall’amore e dal calore che solo una casa può dare. Non conosciamo il suo volto, ma se avesse la barba bianca diremmo che Babbo Natale è arrivato a portare un po’ di pace al mondo intero.

Antonello Troya

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