Diamante, l’affondo di Magorno all’esecutivo Sollazzo: “Tra noi nessuno confronto”. E attacca sul porto e sala consiliare

Diamante – Porto, sala consiliare e rapporti istituzionali. Il deputato del Pd, Ernesto Magorno non lo manda a dire al sindaco di Diamante, Gaetano Sollazzo. Prende carta e penna e scrive una lunga lettera al suo successore alla sedia di primo cittadino. Magorno si sente isolato. Nemmeno la presenza del vicesindaco (sua moglie) riesce a rasserenare i rapporti con Sollazzo. “Considero la politica – scrive Magorno – non concezione elitaria della cosa pubblica ma dialogo e ascolto. Sintesi e confronto tra opinioni diverse. Confronto che, purtroppo, ed è ciò che mi duole di più, non c’è mai stato tra me e voi amministratori, né sul Porto né su altre questioni. E, certamente, non per mia volontà quanto, piuttosto, per la vostra incomprensibile scelta di non ritenermi un punto di riferimento concreto con cui rapportarsi costantemente per dare più forza alla vostra azione di governo. Ho sempre guardato al Comune come ad una “grande famiglia” e da sindaco ho cercato di ascoltare e di venire incontro alle esigenze di tutti, facendo molto di più di quello che il mio ruolo istituzionale richiedeva, pronto, se necessario, a fare scelte impopolari e a pagarne, per questo, prezzi anche altissimi”.

Un atto d’accusa, quello di Magorno, che guarda al di là dell’ordinaria amministrazione. L’occasione è data dalla decisione del sindaco Sollazzo di spostare la sala consiliare. Magorno invita Sollazzo a rivedere la sua posizione sulla sede della Sala Consiliare, valutando l’importanza che continui ad essere ubicata all’interno delle mura del Palazzo di Città che è, fondamentalmente e prima di tutto, la casa dei cittadini. “Collocare la Sala Consiliare fuori dalla residenza municipale – dice ancora Magorno – significherebbe violare la sacralità di un’aula storicamente deputata ad accogliere la massima assise cittadina, patrimonio del paese, luogo di rappresentanza istituzionale e di partecipazione democratica. L’idea, come ricorderai, era quella di trasferire gli Uffici Comunali nei locali di via Amendola e di far rimanere gli organi politico-istituzionali e quindi anche la Sala Consiliare lì dove erano sempre stati. Il Museo DAC deve avere certamente un ruolo centrale nella vita culturale e sociale di Diamante ma soprattutto per come pensato all’epoca in cui ero sindaco, cioè come spazio polifunzionale, con biblioteca, computer e quant’altro, da mettere a disposizione dei ragazzi e dei giovani della città. A tal proposito, mi permetto di sollecitare questa Amministrazione a partecipare ai Bandi per la cultura che rappresentano un importante volano di crescita, occupazione e produttività. La capacità di costruire il futuro passa dallo spirito con cui chi ha responsabilità pubbliche ha voglia ed energia di investire nella cultura. Inoltre, per quanto riguarda l’intero patrimonio archeologico, artistico, storico e culturale del Comune ( Ruderi, Convento dei Minimi, Anfiteatro, Museo DAC, “Torre del Semaforo”, Parco “La Valva”, Acquario Multimediale, ecc.) si dovrebbe prendere in considerazione la costituzione di una Fondazione, coinvolgendo il mondo delle associazioni di Diamante e Cirella, in modo da assicurarne la corretta conservazione, la pubblica fruizione e una migliore valorizzazione. Da parte mia, come ho già fatto altre volte, continuerò a garantire il mio fattivo impegno nella ricerca dei finanziamenti. In merito, poi, alla complessa e lunga vicenda della realizzazione del Porto, condivido in pieno quanto dichiarato dal segretario del Circolo cittadino del Pd. La comunità diamantese merita delle risposte chiare e soprattutto che questa Amministrazione ribadisca, con determinazione e vigore, la ferma volontà a intraprendere azioni incisive e rilevanti a riguardo. È importante che l’Amministrazione Comunale assuma una posizione netta e responsabile così come io ho fatto da sindaco. I cittadini e, in particolare, gli operatori del settore hanno bisogno di sicurezze sul loro futuro e di certezze sul domani dei propri figli. Finora – conclude Magorno – non sono mai intervenuto sulle decisioni prese dall’Amministrazione Comunale ma, in questo caso, sento il dovere morale e civico di chiederti di riflettere attentamente sulle mie osservazioni. Lo chiedo come cittadino che ama Diamante, come uomo delle istituzioni, come ex sindaco che ha contribuito al progresso della nostra comunità, sapendo cogliere le occasioni e preparando il terreno per uno sviluppo del territorio in linea con le opportunità che si sarebbero presentate in futuro e che ora non bisogna lasciare sfuggire”.

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