Intimidazione a don Ennio Stamile. Trovato un animale morto vicino alla sua auto. E’ la seconda volta in pochi anni

Cetraro – Un atto intimidatorio. nessun dubbio. Ed è la seconda volta che la criminalità alza il tiro contro don Ennio Stamile, parroco di Cetraro e da circa un anno referente regionale di “Libera”. Un capretto morto in una busta della spazzatura è stato trovato attaccato all’auto del presule, mentre cenava in un ristorante della zona con i capi scout. circa due anni fa, presso l’abitazione della mamma di don Ennio, fu trovato un sacco con all’interno una testa di maiale con uno straccio in bocca. Anche in quel caso non si riuscì a risalire all’autore del gesto intimidatorio. Informati del fatto, accaduto a tarda serata, sul posto, ad esprimere vicinanza al parroco, sono arrivati immediatamente il sindaco di Cetraro, Angelo Aita, e il consigliere regionale, Giuseppe Aieta. Il sindaco ha subito contattato i carabinieri che, arrivati sul luogo hanno potuto verificare l’oggetto minaccioso. Pronta la denuncia di Don Ennio Stamile. Cetraro negli ultimi tempi si stanno verificando fatti delittuosi che stanno diffondendo paura tra i cittadini: rapine, incendi di auto, furti negli appartamenti spingendo finanche il consiglio comunale di Cetraro a dichiarare lo stato di emergenza affinché venisse rafforzato il presidio di controllo e vigilanza sul territorio per assicurare alla giustizia i delinquenti che stanno funestando la città. Il sindaco di Cetraro Angelo Aita e il consigliere regionale Giuseppe Aieta hanno prontamente espresso vicinanza al parroco e grande apprezzamento per l’opera di sensibilizzazione e responsabilizzazione che attraverso Libera sta diffondendo in tutta la Calabria. “Siamo vicini a Don Ennio Stamile sapendo di interpretare il pensiero della città e di tutta la Calabria. Conoscendolo, non si farà intimorire da chi tenta di riportare indietro la città. Noi siamo con lui! In questo momento occorrono segnali forti che possono arrivare dallo Stato attraverso l’apertura della nuova caserma dei carabinieri che oltre a manifestare la volontà dello Stato attraverso un proprio presidio in un territorio difficile si offrirebbero spazi e luoghi confortevoli che le forze dell’ordine – che insieme alla magistratura non smetteremo mai di ringraziare per il loro prezioso lavoro – meritano”.

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