Belvedere, l’attacco del sindaco Granata all’opposizione: “Siete disinformati”

Belvedere – “Altro che disinteresse, forse solo disinformazione”: non ci sta il sindaco di Belvedere, Enrico Granata a passare per un capo esecutivo che non si è occupato in questi anni. Anzi alza il tiro e definisce l’incontro di domenica scorsa, organizzato dalle minoranze consiliari, come “prova tecnica” di riscaldamento per le prossime amministrative del 2019, sottolineando che da ciò non è arrivata alcuna proposta concreta, nessuna proposta seria, pur critica ma costruttiva, bensì le solite lagnanze della serie “quando la volpe non arriva all’uva dice che è acerba”. “Per l’acquisizione del Castello – scrive Granata – questa amministrazione ha da tempo incaricato (a titolo gratuito) un professionista per monitorare l’iter della procedura fallimentare che ha messo all’asta il bene, unitamente a tutti gli altri beni della società proprietaria, appunto fallita. Persino il fatto che il Comune non potrebbe esercitare il diritto di prelazione, così fortemente sbandierato, non è altro che una fuorviante disinformazione; ma basta leggere l’avviso di vendita immobiliare del Tribunale perché chiunque, anche non addetto ai lavori, possa comprendere quello che il curatore ha avuto il dovere di precisare, che “in caso di aggiudicazione del suddetto bene immobile sottoposto a vincolo artistico l’aggiudicatario ha l’obbligo di avviare il procedimento per consentire l’esercizio della prelazione”; pertanto, solo in ipotesi di aggiudicazione da parte di un soggetto terzo la P.A. (Ministero e/o Enti locali Regione e Comune) potrebbero esercitare il diritto di prelazione al medesimo prezzo dell’aggiudicatario. Ma non dimentichino i saccenti che una quota di proprietà pari ad un terzo del Castello è di proprietà di privati e ciò rappresenta un altro ostacolo, ovviamente da superare, per la legale acquisizione. Inoltre, bastava che qualche consigliere di minoranza avesse letto la perizia estimativa del Castello Aragonese, redatta dal C.T.U. incaricato, per rendersi conto che il valore era sovrastimato anche in relazione ai soli parametri di valutazione; – Ricavi basati su 35 ricevimenti attraverso Catering € 1.215.400,00 con capitalizzazione ( saggio al 7,60% – altissimo ) per un valore complessivo di € 2.558.736,84: – Costi per rendere il castello agibile e funzionale per i ricevimenti € 1.144.500,00, ossia € 400/mq ( meno del costo di ristrutturazione di un fabbricato per civile abitazione ); – Valore del bene ( € 2.558.736,84  € 1.144.500,00 )  € 1.414.200,00 con arrotondamento di € 36,84. Chiunque può dedurre che questa valutazione non regge e per qualsiasi imprenditore fortemente antieconomica. Allora, i consiglieri di minoranza e gli altri aderenti all’opposizione, prima di aprire bocca dovrebbero documentarsi e analizzare la problematica. L’Amministrazione capeggiata dallo scrivente, sicuramente, non spreca risorse della collettività per il solo “pennacchio“. In Consiglio Comunale è stato già detto e ridetto più volte “quando il valore sarà ritenuto congruo si potrà intervenire per l’ acquisto del bene, in ultima analisi anche mediante l’esercizio della prelazione. Se la pseudo proposta avanzata dalla minoranza per un “rilancio unitario di una proposta politica seria, concreta e autorevole” è questa, cari cittadini, Belvedere è messa male. Si dimostra non conoscenza, incompetenza e spreco per la Pubblica Amministrazione  ai danni dei cittadini. E’ chiaro che lo scrivente non può essere ricandidato, ma la compagine di maggioranza è coesa e troverà la giusta figura, che saprà fare il capolista; al momento, si attendono con ansia le candidature dell’opposizione”.

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