Scalea, nulla di fatto per tirocinanti ed ex lavoratori in mobilità in deroga

Scalea – Il Consiglio Regionale della Calabria muto sulla questione dei lavoratori ex percettori in deroga. A sostenerlo è Antonio Pappaterra dell’Idm di Scalea. “Siamo di fronte al pozzo del silenzio – scrive Pappaterra in una nota – nel luogo dove si gettano sospiri e sconforto: il Consiglio Regionale della Calabria. A nulla è valso l’odine del giorno, proposto ed inserito dal Consigliere Sergio Franco, che doveva trattare la questione dei tirocinanti ed ex lavoratori in mobilità in deroga. Già lo scorso 18 gennaio, lo stesso consigliere, riprendendo la mozione firmata da Orlandino Greco, proponeva allo stesso Presidente del Consiglio Regionale l’inserimento della discussione senza esito, perché alcuni consiglieri abbandonavano l’aula facendo saltare il numero legale per continuare i lavori dell’assemblea regionale. Ma ieri, con la presenza di quasi tutti i consiglieri, la discussione che riguarda il futuro di questi, ormai, disoccupati è stata glissata in sordina: ordine del giorno inserito e non trattato. Si è preferito cantare ai quattro venti per più di un ora di una fusione “Storica” fra i comuni di Rossano e Corigliano. Una “nuova città calabrese”, nata con un grande paradosso costituzionale attraverso un referendum nelle due città, in cui non hanno votato nemmeno il 50% dei cittadini aventi diritto. Solo su Corigliano, per fare un esempio, votarono circa 9900 persone contro i 38.328 aventi diritto. Cosa che la dice lunga sulle prospettive di “integrazione” imposte alle aree cittadine di quel luogo come manna caduta dal cielo. Siamo di fronte ad un visione pragmatica di sviluppo per quanto riguarda l’area di Corigliano e Rossano, ha ribadito il presidente Mario Oliverio. Cosi facendo, però, lo stesso presidente Oliverio si è assunto la responsabilità morale di aver imbavagliato la democrazia. Caricandosi anche il peso di un “matrimonio nato già fallito” fra due comunità, che certamente soffrono quasi gli stessi problemi, ma che unendo i bilanci, in un contesto povero di contenuti come la Calabria, non arriveranno comunque a sopperire le esigenze dei cittadini della nuova città e di una comunità che in questi anni ha visto spogliarsi dei suoi migliori elementi, a morire di Malasanità ed a deperire sotto l’assenza di uno Stato quasi del tutto inesistente”.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: