“Il lamento della pace” di Erasmo da Rotterdam al centro Lanzino di Scalea

Scalea – “Il lamento della Pace” di Erasmo da Rotterdam al centro della presentazione-dibattito che ha visto protagonisti l’editore, dott. Franco Alimena, il prof. Enrico Esposito e la prof.ssa Tania Paolino. Presenti all’incontro anche il Sindaco Licursi e l’Assessore allo Sport, al Turismo ed allo Spettacolo Orrico che hanno portato i saluti dell’amministrazione comunale. Un pomeriggio all’insegna della cultura, quello svoltosi presso il Centro Donna “Roberta Lanzino”, che ha stimolato interesse e partecipazione nei presenti. La “Querela Pacis” è un vero e proprio manifesto di esaltazione della pace come bene supremo da perseguire a tutela dell’umanità. La pace è rappresentata quale strumento di contrasto alla guerra e, più in generale, alla violenza; perché la guerra genera soltanto male e deteriora l’animo umano. La pace, che dovrebbe essere il fine dell’umanità, è in perenne lotta con la guerra. La violenza anima le persone e le istituzioni, comprese quelle ecclesiastiche, precludendo la prospettiva della costruzione di una società civile. La discordia, che prende il sopravvento in ogni ambito, si traduce nella lesione del valore della solidarietà umana. “La guerra piace solo a chi non la conosce” mentre “la pace è esercizio di virtù e non solo assenza di guerra”; queste, alcune delle citazioni alle quali si è richiamata la prof.ssa Paolino che, rimarcando l’importanza dell’autore per le riflessioni svoltesi intorno al tema nei secoli successivi ad opera della filosofia, ha definito Erasmo da Rotterdam “un precursore nello sviluppo del pensiero sul tema della pace”. Un’analisi che, a distanza di secoli, si mostra in tutta la sua interezza ed attualità e che offre la descrizione della natura umana, incapace di tenere a bada il seme della discordia. La guerra è concepita come il male di tutti i mali e chi la decide è il colpevole principale; è colui che sceglie la morte in luogo della vita, prediligendo la violenza rispetta alla civiltà. L’editore Alimena, dopo aver evidenziato l’importanza delle riflessioni offerte sulla pace da Erasmo da Rotterdam, si è soffermato, particolarmente, sulla gravità del “fenomeno dell’ignoranza di ritorno”, riferendosi alla progressiva perdita di interesse per la lettura che investe le nuove generazioni. Tale disinteresse, rispetto alla cultura ed al peso che la stessa assume nella formazione dell’individuo, deve essere contrastato. Un problema dalle dimensioni non trascurabili se solo si considera che ad esserne riguardati sono anche molti laureati. Il piacere della lettura, anche quale allenamento della mente, esige di essere stimolato. Anche da questo fattore discende l’impegno svolto nel settore dell’editoria da parte di Alimena. Sapiente, infine, l’intervento conclusivo del prof. Esposito che, attraverso un approfondimento storico e di contestualizzazione della figura di Erasmo da Rotterdam, ha offerto ai presenti una descrizione delle ragioni sottese alla guerre svoltesi nei secoli. “Le perdite umane non sono effetti collaterali alla guerra, come ipocritamente si afferma, – evidenzia Esposito – ma connaturali. Erasmo, ragionando intorno al tema, parte da una considerazione ovvia che conduce alla inevitabilità della pace; ma senza pace non può esservi progresso”. Esposito, che ha curato la presentazione del libro edito da Alimena, ha espresso gratitudine e soddisfazione per l’elevato numero di persone presenti all’incontro; perché la cultura unisce, incoraggiando il desiderio di conoscenza ed approfondimento. L’opera presentata è un’esortazione a praticare la pace contro la violenza che opprime, causando morte e devastazione. Erasmo da Rotterdam si conferma un pensatore acuto, una figura importante dell’Umanesimo talvolta trascurata dagli studiosi. L’affermazione della pace e la costruzione di una società di diritto possono, insieme, prevenire quei dissidi che sfociano nell’odio che genera distruzione. Il testo è l’affermazione di un bisogno che promana dall’umanità e che si traduce nel diritto alla pace. La pace è, dunque, una virtù da insegnare e praticare quotidianamente contro ogni forma di violenza; perché la violenza nulla risolve.

Tiziana Forestieri

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: