Praia, terreni demaniali. La verità dell’ex sindaco Lomonaco

lomonacoPraia a Mare – Si torna a parlare di Demanio e della L. 113/83, meglio conosciuta come Legge Praia. A parlarne questa volta è l’ex Sindaco Carlo Lomonaco che, decidendo di rompere il silenzio e carte alla mano, risponde alle accuse mosse contro la sua persona e la sua amministrazione dall’attuale Sindaco Antonio Praticò; accuse che dalla pagina fb del Comune sono state trasposte in una lettera inviata dai legali dell’Ente agli ex amministratori. La vicenda coinvolge un elevato numero di cittadini che si sono trovati a dover fare i conti con la natura demaniale dei terreni sui quali, con i sacrifici di tutta una vita, hanno costruito la propria casa. E’ nel 1983 che si raggiunge, almeno sul piano normativo, una soluzione per la situazione specifica del Comune di Praia a Mare, mediante la Legge 113. Nel 1987 con Decreto del Ministero della Marina Mercantile si dismette l’intero compendio dal demanio marittimo e lo si trasferisce nel patrimonio dello Stato. Negli anni a seguire iniziano le lunghe trattative per addivenire all’acquisto di quel compendio da parte dell’Ente comunale con la finalità della successiva vendita ai privati cittadini interessati dalla vicenda. “Arrivare alla definizione e all’accettazione da parte del Consiglio comunale della proposta transattiva – afferma Lomonaco – non è stato semplice, perché, alla difficoltà di una trattativa così complessa, si è sommato l’ostruzionismo, sistematicamente portato avanti dall’allora minoranza consiliare di cui faceva parte l’attuale Sindaco il quale convinto, bontà sua, che la legge sul federalismo demaniale avrebbe trasferito gratuitamente al Comune l’intero compendio, è arrivato persino a chiedere la convocazione del Consiglio per indurlo a desistere dall’ipotesi della soluzione transattiva proposta. Alla fine i nostri atti sono stati approvati all’unanimità; quindi anche con voto favorevole dell’attuale Sindaco”. La vendita del compendio di cui si tratta, infatti, si perfezionerà solo alla data del 22.4.16. E’ il 2009 quando viene avanzata da parte del Comune un’ulteriore proposta transattiva per l’acquisto dei terreni; proposta che incontra il parere favorevole da parte dell’Agenzia del Demanio. Nel 2010, con delibera n. 38, si decide di dare corso alla proposta transattiva e si procede ad un’indagine conoscitiva al fine di verificare la volontà di successivo acquisto del compendio da parte dei cittadini. Il tutto, evidentemente, per accertare la sussistenza delle condizioni richieste per portare a compimento il preliminare acquisto da parte dell’Ente e, quindi, per garantire quest’ultimo rispetto ad eventuali mutamenti di volontà da parte dei cittadini. Il questionario da sottoscrivere, infatti, prevede nel testo anche l’impegno all’espressa rinuncia da parte di questi ultimi ad intentare azioni volte ad usucapire i terreni e a cancellare dal ruolo eventuali giudizi già pendenti a tal fine. Ad esito di tali verifiche, nel 2012, con delibere nn. 3 e 4, il Consiglio comunale decide di acquistare il compendio, approvando le procedure e le regole da far rispettare e verificare, prima di autorizzare il Sindaco alla sottoscrizione dell’atto di compravendita con il Demanio. “Non si è inteso – sottolinea Lomonaco – revocare nessuna delle regole e dei controlli stabiliti e deliberati negli atti emessi dalla mia amministrazione ma, addirittura, questi controlli e regole sono stati ulteriormente incrementati, mediante delibera n. 5 del 2013, dalla subentrante amministrazione Praticò e, ancora, – prosegue Lomonaco – “Nella delibera GM n. 85 del 2014, la Giunta ha stabilito che, prima di addivenire all’acquisto da parte del Comune dell’intero compendio demaniale, si sarebbero dovuti acquisire gli atti di liberatoria-rinuncia a favore del Comune, debitamente compilati e sottoscritti, da parte dei cittadini interessati all’acquisto”. Il problema della questione ex demanio appare tutt’altro che risolto atteso che, ad oggi, solo un numero esiguo di cittadini è pervenuto alla stipula dell’atto di compravendita dei terreni in questione. L’ex Sindaco di Praia a Mare, oltre ad aver spiegato l’iter complicatissimo che ha condotto all’acquisto in via transattiva del compendio ex demanio, ha puntualmente respinto l’accusa di non aver posto in essere atti interruttivi della prescrizione, al fine di scongiurare le azioni intentate dai privati per far accertare l’intervenuta usucapione di alcuni di questi terreni. “L’Ente non era ancora proprietario del compendio durante gli anni del mio mandato elettorale – chiarisce Lomonaco – né poteva considerarsi nel possesso dello stesso; pertanto, mancava il presupposto giuridico per qualsiasi atto a scopo interruttivo ad opera dell’amministrazione”. Peraltro, “la verifica preliminare della sottoscrizione della liberatoria da parte dei cittadini – secondo Lomonaco- avrebbe scongiurato le domande di usucapione (liberatoria prevista già nel 2010 ed ulteriormente articolata con delibera di giunta n. 85 dell’amministrazione Praticò del 2014); ma il punto è capire se tali liberatorie siano state o meno acquisite. Nel corso della conferenza stampa, l’ex Sindaco di Praia a Mare ribadisce l’infondatezza dell’accusa di pretese responsabilità a suo carico e dei propri amministratori, facendo presente che “nessun atto posto in essere è stato oggetto di revoca da parte della amministrazione Praticò ma, anzi, proprio la compravendita è stata perfezionata con l’Agenzia del Demanio sulla scorta di quelli. Considerando viziati gli adempimenti prodromici, il Sindaco Praticò avrebbe dovuto desistere dalla sottoscrizione dell’atto di compravendita; ma così non è stato”. Superando la querelle tra le amministrazioni che, in tutti questi anni, si sono occupate della questione ex demanio, ciò che appare evidente è la necessità di pervenire ad una soluzione definitiva del problema. Tanto a tutela dei cittadini che, ancora a distanza di trent’anni, continuano a vivere in una situazione di incertezza giuridica particolarmente grave. Si auspica, proprio nell’interesse di questi ultimi, che si possa instaurare il giusto dialogo per chiudere finalmente la questione.

Tiziana Forestieri

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