Belvedere, Omicidio Rodriguez, ergastolo per Carrozzino. Isolamento diurno per un anno

silvana rodriguesBelvedere – Ergastolo per Sergio Carrozzino, 46 anni di Belvedere Marittimo, con isolamento diurno per un anno. È la sentenza emessa dalla corte d’assise di Cosenza, presidente del collegio Giovanni Garofalo, a latere Manuela Gallo, in merito alla morte di Silvana Rodríguez De Mato, 33 anni originaria del Brasile ma coniugata ormai da anni a Belvedere. La donna fu trovata morta nella sua auto, una fiat punto di colore verde, la sera del 12 dicembre del 2015. Il corpo carbonizzato fu rinvenuto dai vigili del fuoco chiamati per spegnere l’incendio.

Una storia che ha visto da subito Sergio Carrozzino protagonista. Reduce da una condanna passata in giudicato di 16 anni per la morte di Francesco Grano (scontata), l’efferatezza ha portato gli investigatori ad avviare una serie di indagini volte a focalizzare l’attenzione sull’autore dell’atroce delitto. Carrozzino era difeso dal legale Giacomo Bello, le parti civili da Luigi Malomo per la famiglia, Egidio Rogati per il comune di Belvedere Marittimo e Martina Pasqua per il Centro Lanzino. Un processo indiziario, come è stato più volte sottolineato. Ma più indizi fanno una prova. E le prove che facevano presumere che Carrozzino fosse l’autore del delitto c’erano tutte. Tutta la storia si è consumata nell’arco di quei cinquanta minuti che separano l’incontro tra la Rodríguez e Carrozzino nel parcheggio di un supermercato. I testimoni hanno confermato dinanzi al giudice che quella sera Carrozzino è stato visto avvicinarsi all’auto della Rodríguez e appoggiarsi sopra.

sergio carrozzinoA conferma di ciò le immagini riprese dalle telecamere del supermercato. I testimoni confermeranno non solo di aver visto Carrozzino nel piazzale del supermercato, ma che si erano insospettiti di alcuni atteggiamenti tenuti dall’uomo. Insomma Carrozzino tenta un approccio con la donna. Non riuscendoci la colpisce nell’auto, probabilmente tramortendola. Si mette alla guida dell’auto e sparisce. Si dirige verso la strada che porta al cimitero. Forse pensava di averla uccisa e dà fuoco alla macchina. La donna, si scoprirà poi, era ancora viva quando la macchina è stata avvolta dalle fiamme. Chiamati i vigili del fuoco si scoprirà poi il corpo all’interno. Scattano le indagini. I carabinieri tengono sotto controllo il Carrozzino. Nel corso del processo verranno fuori una serie di indizi che riguardano la scheda telefonica del Carrozzino. Numero disattivato immediatamente dopo il fatto. Getterà anche il telefonino nella speranza di non essere stato rintracciato in quel momento in quella cella telefonica. E poi il giubbotto. Sequestrato dai carabinieri al momento dell’arresto, avvenuto alcuni mesi dopo, non presenterà alcuna traccia biologica, segno che era stato lavato, probabilmente indossato al momento del delitto.

L’arresto e poi l’avvio del processo vedono alla sbarra il belvederese. Si cercano altri indizi. Persone che potevano sapere e che non hanno parlato. La sentenza conferma la richiesta del Pubblico ministero, Valeria Grieco. Per lui aveva chiesto l’ergastolo (confermato) e 18 mesi (scesi poi a 12) di isolamento diurno. “E’ stata una condanna importante – ha detto il legale della famiglia Rodríguez, Luigi Malomo – sono state accolte le nostre richieste di colpevolezza del Carrozzino. La sentenza – ha proseguito – ci dà soddisfazione. I giudici hanno colto nel segno quel filo conduttore che ha portato Carrozzino a compiere il delitto. Si salva così la memoria di una donna dedita alla famiglia, al lavoro e alla religione”.

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