Aned provinciale: “Predisporre il servizio di dialisi turistica”

Predisporre il servizio di dialisi turistica: lo chiede il responsabile provinciale dell’Aned, Associazione nazionale dializzati, Antonello Troya, in una lettera indirizzata al Commissario ad Acta Piano di Rientro, al Dirigente Generale Dipartimento Tutela della Salute, al direttore generale dell’Asp, Dr. Raffaele Mauro e ai direttori dei distretti. “Siamo quasi in prossimità della stagione estiva – scrive Troya – e ancora, come ormai è prassi consolidata, sembra lontana la decisione di assumere e applicare un piano per la dialisi turistica nella Provincia di Cosenza. L’attività dialitica rivolta a pazienti che per motivi di vacanza, familiari o di lavoro vengono ospitati in Centri Dialisi posti al di fuori della Regione di residenza, rappresenta una realtà che va consolidandosi sempre più. A differenza di altre Regioni Italiane a maggior vocazione turistica, la Calabria, che pure vanta un grande patrimonio storico-culturale-ambientale-paesaggistico, non ha ancora predisposto un piano di accoglienza e servizio”. L’Aned, l’associazione nazionale dializzati, scrive il responsabile provinciale riprendendo una nota del coordinatore regionale, Antonio Montuoro, ha più volte sollecitato piani di indirizzo turistico, volti a sostenere, almeno in parte i disagi che i pazienti sono costretti a subire. Anche quest’anno l’Aned intende spronare le forze politiche locali, provinciali e regionali, ad incalzare gli enti preposti a porre in essere le necessarie azioni volte ad organizzare la stagione estiva, adoperandosi per il doppio turno e sostenendo con forza personale medico, infermieristico e oss.

“Saper offrire una dialisi turistica di eccellenza, come noi in Calabria sappiamo fare, – prosegue Troya – corrisponde ad una prestazione di eccellenza, di buona sanità che stenta a trovare una sua giusta collocazione tra tagli e ridimensionamenti, a causa del piano predisposto dallo Stato e recepito attraverso un commissariamento che ancora non lascia spazio ad interventi decisivi, sul fronte occupazionale come su quello specifico della strumentazione medicale. Prestare attenzione a pazienti colpiti da una malattia renale cronica, vuol dire mostrare all’Italia tutta un profondo senso civile, etico e sociale. Per cui – viene evidenziato in ultimo – ci aspettiamo un sussulto di dignità che metta al bando interessi politici e di bottega, caminetti vari e scaramucce da provincia e che invece rivaluti degnamente, come queste professionalità sanno fare, il settore sanitario calabrese”.

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