“Libera” contro le mafie: incontro a San Nicola Arcella con don Ennio Stamile

San Nicola Arcella – Libera contro le Mafie protagonista al Centro socio-culturale Lo Schiavo per l’ennesimo appuntamento, sul territorio alto-tirrenico, dedicato al tema della lotta contro la mafia. L’incontro è stato introdotto dai saluti del Sindaco, Barbara Mele, che, dopo aver ringraziato il parroco di San Nicola Arcella, le associazioni e le catechiste che si sono dedicate all’organizzazione di questo appuntamento, ha espresso grande soddisfazione per la presenza di Don Ennio Stamile, coordinatore regionale di Libera. La lotta alla mafia si esprime attraverso l’agire di ciascuno e mediante un approccio culturale che diventa essenziale per riuscire a distinguere il bene dal male e scegliere conformemente al primo. Il messaggio-video Contromafiecorruzioni di Alessandro Bergonzoni, proiettato in sala, ha offerto spunti di riflessione interessanti. Il video, difatti, ha messo in risalto come l’arte sia strumento mediante il quale è possibile combattere la mentalità criminale, “un sapiente gioco di parole che – ha spiegato don Ennio – ha posto l’accento sulla statua dell’omertà che la società ha eretto nel tempo, consentendo la cementificazione della mentalità mafiosa”, inoltre, “dobbiamo capo-lavorare – ha continuato don Ennio richiamandosi al contenuto del monologo di Bergonzoni – dobbiamo, cioè, condividere il lavoro dei capi in cui emerge lo stupore e l’interesse diretto dei giovani a difendere quella bellezza che si estrinseca solo in assenza di illegalità”. E’ doveroso combattere l’indifferenza decidendo da che parte stare. E’ nell’indifferenza che proliferano i fenomeni mafiosi e si rafforza la mentalità omertosa. Al tavolo del convegno anche Angelo Serio, nominato referente territoriale di Libera per l’Alto Tirreno Cosentino, che ha illustrato alla platea la funzione del presidio intitolato all’imprenditore Lucio Ferrami vittima innocente di mafia per essersi opposto al racket. Un presidio che si trasforma in presenza ingombrante per chi delinque. Un presidio per preservare la memoria delle tante vittime innocenti. Custodire il ricordo per non dimenticare aiuta a non diventare indifferenti. “Oggi – ha affermato Serio – a scorrere non è più soltanto il sangue ma sono soprattutto i soldi; quei soldi sporchi che non portano ricchezza ma illegalità”. L’importanza del lavoro che Libera svolge quotidianamente sul territorio si esprime nella capacità di sentirsi comunità e di schierarsi, insieme, contro ogni forma di illegalità. Tanti i giovani presenti in sala. Tra questi molti studenti, i ragazzi dell’Agesci Scout e la volontaria di Libera Serena Brunelli che ha raccontato agli astanti la propria esperienza nell’associazione. Gli interventi di tali giovani, preparati anche grazie all’ausilio delle catechiste di San Nicola Arcella il cui lavoro è stato elogiato da don Ennio, hanno consentito a quest’ultimo di poter affermare con forza che “la mafia ha paura della comunità che sa schierarsi coesa contro l’illegalità ed ha paura della conoscenza; perché la conoscenza è già resistenza”. “La mafia – conclude don Ennio – trae forza non solo dal denaro che deriva dalle attività illecite ma anche dai legami familiari che costituiscono un capitale sociale. Questo capitale si accresce ulteriormente attraverso i legami sociali che si stringono all’interno della comunità e che necessitano di essere combattuti anche da parte della Chiesa”. La comunità, dunque, è chiamata a schierarsi. Il presidio di Libera rappresenta un ulteriore tassello per la costruzione di una società in cui domini la legalità. Un punto di riferimento che, affiancando i cittadini e le istituzioni, si attiva affinché la comunità conosca, distingua e rifiuti il fenomeno mafioso e l’omertà che lo alimenta.

Tiziana Forestieri

 

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