Bandiere Blu: ma li immaginate i danesi in giro per l’Italia con le provette in mano?

Non ho mai creduto ai riconoscimenti che arrivano alla vigilia di una particolare stagione. Specialmente quando sono di agenzie (Ong, si certo: ditelo ai fessi…) straniere. Ma li immaginate questi poveracci che girano, studiano, valutano, analizzano migliaia e migliaia di chilometri di costa per stabilire poi che il mare è pulito e i servizi che offrono sono eccellenti? No. Nemmeno io. A pensare male lo sappiamo, ci si azzecca.

Li vedete i danesi che girano con le provette, vanno a Tortora, Praia a Mare e Cetraro e prelevano campioni d’acqua senza che nessuno, dico nessuno delle locali amministrazioni si accorga di nulla? Avrebbero quanto meno, rischiato di finire sulla stampa, quella di parte ovviamente, prona al volere del personagetto politico di turno. E non vi sembra strano che tutto il Tirreno, Cosentino(a parte Tortora e Praia), Catanzarese, Vibonese e Reggino, non presenti nemmeno una bandiera blu? Che so, uno straccetto sbiadito… niente!

Allora cosa spinge un’agenzia straniera a valutare lo stato ambientale delle coste? Non tutti sanno che queste valutazioni avvengono sulla base di contatti precedentemente avviati tra l’agenzia e qualcuno che rientra nella sfera amministrativa, locale come regionale. Ricordo ancora quando l’allora sindaco di Sangineto, (parlo di qualche lustro fa), si oppose alla bandiera nera affibbiata da una nota agenzia dell’epoca, denunciando poi sulla stampa che la trattativa non era andata a buon fine e che quindi il giudizio non poteva che essere negativo. Partirono le querele e le proteste: era strano che Sangineto avesse il mare sporco e Belvedere non una ma addirittura due bandiere blu, che distano tra loro solo una manciata di metri. Poi l’aggiustamento del tiro e Bandiere blu a go go per gli anni a venire. Il sistema meridionale è ben lontano da servizi di qualità delle strutture recettive. Ci si adopera solo in prossimità della stagione estiva. Gli altri mesi si campa come si può. Siamo circa due milioni di persone, lavoro zero, assistenza dello Stato al limite della decenza, imprenditori che diventano “prenditori” solo perché esiste il bisogno di portare a casa un pezzo di pane. Clientela a non finire, prebende dispensate come confetti ai matrimoni. Ma si sa, siamo fatti così: figli dei turchi ci inventiamo qualsiasi cosa per sopravvivere, anche che il mare è blu, come le bandiere e che i servizi ci sono, e funzionano anche !

E allora viva il porto che diventa fiore all’occhiello della costa calabrese, viva l’alto Tirreno che presenta il mare più pulito della Calabria, con gli ambientalisti che lamentano disastri ambientali nel fiume Noce da decenni. Ma si vede che la Ong Danese non ha tradotto bene i dati del lembo d’acqua che separa la Basilicata dalla nostra regione. Secondo voi, e chiudo, questi dati letti in tutta Italia fanno bene all’economia locale?

(foto dal sito di Repubblica)

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