Il GiroFlop e il silenzio istituzionale

Francamente non lo capisco. Questo silenzio delle istituzioni locali dopo il flop del Giro d’Italia. Ci basta anche un “non ne sappiamo niente” o anche “non è colpa nostra”, ci va bene qualsiasi cosa, ma che maggioranza e opposizione siano perfettamente muti sulla questione, è imbarazzante. E nemmeno ci bastano le difese d’ufficio. Potrei malignare avanzando ipotesi su chi comanda veramente Belvedere e chi decide sulla sua attività amministrativa, ma so che poi riceverei troppe telefonate con relative minacce velate. Per cui evito. Da una parte c’è tutta l’amministrazione in ballo per questo evento, che negli eventi passati ha contribuito nel dare lustro al paese. Al momento, però, non ha ancora deciso quale scusa appioppare agli ignari belvederesi del perché, stavolta, il paesello ridente, noto per i mosaici, san Daniele, San Valentino, Cecco Pisani, il castello e “leoni da social”, sia stato così fortemente bistrattato. Ci mancava la pubblicità proprio quando la corsa passava per il paese, diventato poi il centro di… Diamante. Non ricordo quale pubblicità sia passata in tv, ma mi auguro che non sia stata quella della prostata o della compressina che blocca la diarrea. Il passo poi a ironizzare è breve. Molto breve. Ma andiamo avanti. Eravamo abituati a vedere il nostro paesello ridente al centro di un sistema mediatico decisamente in grado di valorizzare le eccellenze (e non sbaglio se le chiamo eccellenze) locali: le immagini dell’ultimo passaggio del Giro ancora risuonano sui social e nelle teche Rai. E appunto perché siamo abituati a ciò vogliamo, chiediamo, con forza una spiegazione. Cosa è successo. Perché ci siamo impegnati solo nell’offrire un pezzo di torta rosa. Cosa non ha funzionato. Eppure la buona volontà c’è stata tutta: anche i vigili urbani con le divise nuove, assessori in prima linea nel gestire le transenne, strade bloccate, volontari in azione e servizio d’ordine al di sopra di ogni aspettativa. Questo da una parte. Dall’altra c’è un’opposizione. Silente, garbatamente silenziosa, ancora in giro a fotografare buche e sterpaglia nelle zone più recondite del paese, che ignora, purtroppo, la quotidianità delle cose. Se ci siete battete un colpo. Il paese non vive solo di Castello e di palazzi non finiti, di cooperative e incarichi. Ma c’è anche un sottobosco in grado di pensare, decidere, accollarsi tutte le problematiche che voi, purtroppo, non siete riusciti a far venire fuori. Attendiamo fiduciosi un seppur minimo gesto da parte vostra. Grazie. Tutti, nessuno escluso.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: