L’agnello sacrificale sull’altare dei consensi. Lettera aperta all’assessore Impieri

Gent.ma assessore Francesca Impieri;

le scrivo in forma diretta per evitare ulteriori fraintendimenti tra me e l’ufficio che lei onorabilmente occupa. Il motivo, che ben conosce, fa riferimento a ciò che io chiamo “GiroFlop”, si insomma quello scivolone cui lei e il suo esecutivo sono incappati e che ha visto Belvedere diventare quartiere periferico di… Diamante. Una svista, lo vogliamo chiamare così? Ma solo che lei questo scivolone lo sta pagando a caro prezzo. Soprattutto per chi, come lei, è intenzionata a presentarsi a guidare il paese alle prossime elezioni. E ne ha tutto il buon diritto. Sul Giroflop d’Italia sta pagando un prezzo alto, foraggiato non solo dalla minoranza, ben lieta di evidenziare le mancanze dell’acerrimo delegato al turismo, ma soprattutto della maggioranza. I suoi colleghi che non perdono occasione per additarne le mancanze. Eccome se additano, solo che non lo dicono. Manca meno di un anno dalle consultazioni: si aprono i giochi per la successione a Enrico Granata. Dopo ben quattro mandati (quasi meglio di Putin) Granata passa la mano. E il punto è: a chi. Solo un’ordinaria amministrazione ha caratterizzato questi 4 anni. A parte le iniziative organizzate dal suo assessorato. Una valorizzazione che di certo non possiamo negare, nell’ottica di video, festival, ed altre pensate che hanno permesso al nostro paesello ridente di poter essere riconosciuto. Almeno sulla carta geografica. Ma il Giro d’Italia no: un po’ più accorta, assessore Impieri ! Il giro muove miliardi e in ballo ci saremmo stati anche noi. Come in un incontro di boxe l’hanno messa in un angolo. Vediamo se ha la forza di reagire. Quanto carattere ha. Anche il nostro primo cittadino, Enrico Granata, non se la sta passando bene. Gli altri dell’esecutivo si sono defilati. Dopo che la carovana ha fatto sosta a… Diamante, il silenzio è sceso inesorabile. Ma quando gli avete offerto il pezzo di torta sapevano, gli organizzatori, di essere a Belvedere, si? Sapevano che un intero paese aveva sostenuto l’iniziativa (anche con poco, addobbando il proprio orticello) nella speranza di poter vedere, anche solo per un attimo, un pezzo del paesello in Tv? Una delusione non solo per i residenti, ma soprattutto per chi vive da anni ormai lontano da Belvedere. Avrebbe voluto rivivere solo per un attimo le sue bellezze. Sentirne il profumo. Carezzarne i colori. Ma anche questo è stato proibito. Ora ci aspettiamo un sussulto di dignità di questo paese, dei suoi amministratori e da lei. Conoscendo la sua disponibilità sono certo di non sbagliare se la sollecito ad un confronto, dove avanzo la mia candidatura a moderarlo, tra lei e gli altri amministratori, minoranza inclusa. Sono certo che raccoglierà il mio invito. E che sia la volta buona per quel ricambio generazionale che tutti si aspettano.

Con la stima di sempre

Antonello Troya, cittadino di Belvedere

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