Diamante, crisi amministrativa. Le ragioni di “Diamante Futura”

Solo un richiamo veloce sulla sterile e strumentale polemica legata alla nostra assenza nella seduta del C.C. di giovedì u.s., in prima convocazione. A causa di intervenuti problemi familiari e personali a due consiglieri della maggioranza, ci è stato richiesta la cortesia di far slittare il consiglio alla seduta prevista in seconda convocazione. Abbiamo aderito alla richiesta di slittamento avanzata del Presidente del Consiglio e, poichè abbiamo ritenuto che le regole democratiche fossero prevalenti rispetto agli interessi di parte, non ci siamo presentati alla seduta consiliare.

La medesima richiesta è stata avanzata anche agli altri gruppi consiliari.

Ognuno si regola come vuole. Noi riteniamo che le comunicazioni del Sindaco annunciate dall’O.d.g. consiliare, rivestino una strategica importanza politica per tutta la comunità amministrata. I cittadini hanno diritto di conoscere i veri motivi della crisi e chi, come noi, rappresenta le istituzioni, non si può prestare a bassi giochi di potere che sacrificano il dibattito democratico agli interessi politici di parte. In particolare vorrei far capire che lo slittamento del C.C. non ha fatto mutare la posizione già assunta da Diamante Futura sulla crisi.

Per quanto ci riguarda, l’orologio della crisi si è fermato a lunedì 21 Maggio, quando la nuova opposizione del P.D. invece di presentarsi davanti al Segretario comunale per firmare le dimissioni ha, alternativamente, inviato al Sindaco una lettera contenente una formale supplica di rientro.

Questo nostro intervento odierno ha un valore retroattivo, come se fosse stato fatto nel Consiglio che doveva essere tenuto giovedì, in prima convocazione.

C’è chi in modo suggestivo rispolvera il passato e le nostre interrogazioni di sfiducia al Sindaco.

In politica, “Panta rei”, tutto scorre e tutto si modifica.

Su richiesta di “Per una Diamante migliore”, alle 16.30 di lunedì 21 Maggio u.s. ci siamo recati al comune per rassegnare le dimissioni nelle mani del segretario comunale e mandare a casa l’A.C..

Noi e “Diamante migliore” c’eravamo, i tre consiglieri appartenenti al nuovo gruppo del PD erano assenti.

Erano impegnati a scrivere al sindaco una missiva con cui, tra alliccamenti e ricatti, hanno chiesto che gli venga nuovamente aperta la porta della maggioranza, per rioccupare le poltrone su cui erano seduti in passato.

Tutto legittimo, ma tutto criticabile.

Non vogliamo entrare nel merito delle decisioni che riguardano gli altri, però abbiamo il dovere di riequilibrare l’attuale dibattito politico, in modo che i tre consiglieri magorniani non siano gli unici attori in grado di stabilire se, come e quando la vita di questa A.C. deve essere spenta a seconda di come vengono garantiti gli interessi politici e non, riconducibili al casato a cui appartengono.

In tal senso, riteniamo che sia giusto sterilizzare la loro offerta politica.

Offerta che trova la sua strumentale forza contrattuale nella possibile duplice opzione:

quella della fiducia e quella della sfiducia.

Abbiamo, per questo motivo, deciso di perseguire una strada che liberi l’attuale governo comunale dai ricatti provenienti dal gruppo P.D., autoescluso dalla maggioranza in conseguenza delle invettive politiche e personali indirizzate da Magorno al sindaco.

Perciò, prima di iniziare la discussione sui vari punti posti all’ordine del giorno, vogliamo far conoscere alla cittadinanza ed agli altri consiglieri comunali la nostra determinazione nel merito della crisi che ha colpito l’A.C.

Abbiamo aspettato che fosse tenuto questo C.C. per rendere pubbliche, nella sede istituzionale propria, sia le nostre valutazioni politiche che quelle che in modo correlato ci riguardano singolarmente.

Sono stato indicato dal senatore Magorno come il vero responsabile della crisi amministrativa in corso a Diamante.

Senza alcun giustificato motivo mi ha tirato in ballo sia come consigliere comunale che come soggetto privato.

Consapevole che il sottoscritto fa più audience del dott. Santoro, al solo fine di oscurare i veri motivi che hanno determinato il dichiarato divorzio politico con il sindaco Sollazzo, il senatore ha cercato di distrarre l’opinione pubblica, costruendo false argomentazioni che spostano l’attenzione sui miei legittimi interessi privati, per celare quelli illeciti collegati alla concessionaria dei lavori portuali e riconducibili alla sua persona.

Per questo, è necessario che sia fatta chiarezza sia sulle vere motivazioni che hanno scatenato la crisi, sia sulle posizioni individuali da cui dipende il destino dell’attuale consiliatura comunale.

Noi di “Diamante Futura” siamo seduti nei banchi dell’opposizione e in futuro non ci muoveremo da tale posizione.

Non ci sarebbe, per noi, alcuna giustificazione, se aderissimo alla maggioranza che esprime il governo comunale da noi avversato per tanti anni.

Però, dopo i gratuiti e strumentali attacchi ricevuti dall’apice politico del nuovo gruppo che si è già dichiarato di opposizione, non è più possibile, per “Diamante Futura”,trovare una strada convergente con i desiderati della nuova minoranza.

Prima che si tenesse il C.C. del 19 Aprile u.s., insieme al capogruppo di una “Diamante migliore”,abbiamo fatto un comune appello televisivo a tutti gli altri consiglieri comunali affinchè unissero al nostro anche il loro voto contrario, per bocciare la proposta di delibera sul bilancio preventivo, in modo che il Sindaco e l’intero C.C. fosse mandato a casa.

Inoltre, per sventare ogni dubbio sul nostro comportamento, abbiamo invitato Cauteruccio a concordare, eventualmente, con il padre putativo della disciolta maggioranza consiliare , un documento comune che ci avrebbe visto, subito dopo il voto contrario al bilancio, nello stesso C.C., rassegnare le dimissioni nelle mani del Segretario comunale.

Nel merito, non abbiamo ricevuto alcuna risposta e i Magorniani, con il loro voto favorevole al bilancio di previsione, hanno salvato l’attuale A.C..

Ora, com’è nel suo costume, il senatore tenta di ingannare i cittadini sostenendo che anche se il C.C. avesse espresso un voto contrario al bilancio di previsione, il Sindaco non sarebbe andato a casa in quanto avrebbe potuto indire altro C.C. ove il bilancio sarebbe stato approvato.

E’ falso.

Non ci sarebbe potuto essere un altro Consiglio Comunale.

Chi ha voluto anticipare l’apertura della campagna elettorale cercando di isolare politicamente “Diamante Futura”, indicandomi come unico responsabile della crisi comunale, avrebbe dovuto anche prevedere una reazione uguale e contraria.

Così com’è legittimo che le altre due opposizioni, cerchino di creare le condizioni affinchè arrivi un Commissario che prenda il posto del Sindaco Sollazzo come gestore della problematica porto e come gestore della prossima campagna elettorale, è anche legittimo che il gruppo consiliare “Diamante Futura” segua le indicazioni del Movimento popolare di cui è parte essenziale e non si presti a diventare il killer di se stesso; chiudendosi le porte a possibili future alleanze politico-amministrative, nella prossima competizione elettorale comunale.

C’à nisciuno è fesso.

Credo di essere stato chiaro e senza peli sulla lingua.

Quindi, da questo momento, il gruppo “Diamante Futura” rimarrà all’opposizione, riproponendo la stessa formula e lo stesso voto con cui il P.C.I. degli anni 80 ha consentito, in nome degli interessi nazionali, che rimanesse in vita il Governo guidato dalla D.C.: il voto della non sfiducia.

Perciò, non sfiduceremo il Sindaco, ma non faremo parte di una maggioranza figlia di un nuovo ribaltone.

Continueremo a rimanere vigili custodi degli interessi del paese e saremo impegnati, dai banchi dell’opposizione, affinchè, tra l’altro, venga avviata la procedura amministrativa e giudiziaria promessa pubblicamente dal sindaco contro la Regione Calabria e contro la Concessionaria dei lavori portuali.

Tra le motivazioni, pubblicamente indicate per giustificare le ragioni che hanno generato la crisi, Magorno ha sostenuto che nel C.C. del 19 Aprile l’avrei cosparso di veleno senza che il sindaco spendesse una parola per difenderlo.

Sapete tutti che non corrisponde al vero.

E’ un attacco personale strumentale; ma faccia attenzione il senatore a trascinarmi nell’arena.

Se sarò costretto a difendere il mio onore e quello della mia famiglia non mi farò più scrupoli nei suoi confronti e nei confronti delle sue famiglie, quella d’origine e quella acquisita.

I valori riconducibili alla lealtà ed al senso dell’onore hanno scritto la storia dell’uomo.

La fedeltà ha scritto la storia degli animali domestici.

Nei miei confronti, il mio ex cugino non è stato né leale nè fedele.

Nelle vene di ambedue scorre un 50% di sangue che ha una comune origine familiare, l’altro 50% è contaminato da innesti terzi.

Per quel che mi riguarda ho sempre vissuto con orgoglio la mia discendenza ed in particolare sono fiero che nel mio D.N.A. politico siano presenti: “ intelligenza e audacia”;

diversamente nel D.N.A. di Magorno sono, invece, prevalenti altre caratteristiche meno nobili:     “furbizia e spregiudicatezza”.

Per essere trasparenti fino in fondo e per meglio chiarire i rapporti che ci riguardano, bisogna risalire ai tempi del famoso ribaltone del 2004.

Eravamo ambedue all’opposizione, eletti in C.C. in due diversi gruppi consiliari.

Un fine settimana mentre mi trovavo nella mia masseria pugliese, mi arrivò una telefonata:” Pino, sono Ernesto, sto venendo da te, con altri congiunti, dobbiamo parlare di cose importanti”.

Non voglio tediarVi oltre raccontando altri particolari, ma è importante evidenziare che la visita era finalizzata alla richiesta di stringere un accordo di famiglia, con cui veniva suggellato un patto che prevedeva il mio appoggio elettorale nei suoi confronti di futuro candidato alla provincia e alla Regione, a fronte del suo impegno ad appoggiare la mia campagna elettorale di futuro candidato a sindaco di Diamante.

Successivamente si verificarono dissidi interni alla maggioranza che esprimeva il governo comunale dell’epoca.

Era Sindaco Caselli e vice sindaco Sollazzo.

Dopo aver concordato con il Magorno una comune linea, siamo riusciti ad organizzare uno stravolgimento politico che ha destabilizzato la vecchia maggioranza in favore di un nuovo quadro amministrativo.

Nacque una nuova maggioranza comunale che comprendeva i gruppi capeggiati da Magorno e da Savarese.

Per riuscire a fare tale rinnovamento avevamo stipulato un nuovo accordo politico con Pino Pascale, assessore storico della giunta Caselli.

Il patto prevedeva che Pascale avrebbe dovuto ricoprire il ruolo di futuro capolista della nuova aggregazione nata dal ribaltone.

Ho rinunciato di buon grado al posto di futuro capolista.

A me non serve l’autorità del titolo.

Sono stato sempre un attore politico grazie alla mia capacità di ragionare con autorevolezza.

Nel corso di quell’esaltante esperienza amministrativa, si tenne la campagna elettorale per le elezioni provinciali.

Magorno, con l’appoggio politico di tutta la coalizione nata dal ribaltone, ha ottenuto a Diamante circa 2100 voti.

Cosa inimmaginabile nella storia elettorale della nostra comunità.

Personalmente, oltre a portargli tanti voti, ho anche contribuito finanziariamente alla sua campagna elettorale.

Per questa, su sua richiesta, ho consegnato, tra l’altro, un congruo assegno, regolarmente registrato, al segretario del suo partito.

Successivamente, dopo aver tradito il patto stipulato, avrebbe dovuto quanto meno restituirmi i soldi ricevuti, considerato che i voti non avrebbe più potuto restituirli.

Se fossi stato io al suo posto, gli avrei subito rimborsato il mal tolto, mentre il senatore non lo ha fatto prima e non lo farà neanche ora che è diventato un ricco esponente della casta parlamentare. Da lui, sono stato cornuto e mazziato.

In nome dell’onestà di cui si riempie sempre la bocca, quale appartenente alla nuova maggioranza, nel periodo del ribaltone, Magorno ha con forza sponsorizzato grandi speculazioni consentendo, poi, da sindaco, che gli stessi speculatori prima sponsorizzati si appropriassero illecitamente di aree comunali e che utilizzassero volumi abusivi, in violazione della convenzione stipulata tra l’imprenditore e la P.A.   Ed inoltre.

D’accordo con il segretario comunale costruì un bando di gara su misura, affinchè un immobile confiscato alla mafia finisse nella disponibilità di un suo sostenitore politico.

Ancora. Per meglio supportare i costi della sua campagna elettorale alla provincia, pretese che fossero finanziati i gruppi consiliari. I finanziamenti erogati dal Comune ai gruppi finirono esclusivamente nelle sue tasche. Per il momento non voglio andare oltre; spero solo che il senatore non faccia con me il “muto”, così come ha fatto con “Iacchitè”.

Dopo aver incamerato vantaggi patrimoniali e politici, al fine di raggiungere l’obiettivo di diventare capolista nel successivo turno elettorale, il senatore tradì tutti gli interlocutori della maggioranza nata dal ribaltone e d’accordo con il dott. Sollazzo, mise in atto un contro ribaltone che ha interrotto la nuova esperienza amministrativa dell’epoca, aprendo le porte ad un commissario prefettizio che gli ha agevolato l’elezione a sindaco.

Sia nella conferenza stampa, che nei messaggi telefonici inviati al Sindaco il senatore, a mò di pavone, si è attribuito il grande demerito di aver scelto il dott. Sollazzo come sindaco di Diamante. In tal senso ha anche chiesto scusa al Paese.

Dimentica costui che nel 2007 fu, invece, Sollazzo che lo nominò Sindaco, con tutti i vantaggi politici che poi scaturirono da quella elezione. A dire il vero, la vittoria della lista capeggiata da Magorno non fu solo merito dei 500 e/o 600 voti portati da Sollazzo, ma dipese da molti fattori esterni che nulla hanno in comune con il consenso democratico.

L’entrata in campo, del dott. Santoro e del dott. Tricarico hanno alterato il normale svolgimento delle elezioni comunali.

Per vincere le elezioni non bisogna avere scrupoli e come per le guerre, ci vogliono uomini e mezzi.

Santoro e Tricarico li fornirono: “c’est l’argent qui fait la guerre”. Qualche giorno addietro, dopo essere stato chiamato in causa nella conferenza stampa tenuta da Magorno, il giornalista Carchidi, in modo pilotato e strumentale, ha ripubblicato sulla testata di Iacchitè alcuni fatti che mi appartengono, ma che nulla hanno a che fare con la politica. Su tali fatti avevo già risposto esaustivamente facendo piena luce sulle vicende pubblicate.

E’ importante evidenziare che non c’è peggiore cieco di chi non vuol vedere e peggior sordo di chi non vuol sentire.

Dimenticando i miei chiarimenti pubblici, al fine di oltraggiarmi in modo plateale, una sorella del senatore ha condiviso sui social il merito delle cose pubblicate da “Iacchitè”.

Non ha pensato, questa signora, che così facendo ne avrebbe accettato la linea giornalistica e, conseguentemente, avrebbe legittimato gli articoli che “ Carchidi” ha pubblicato su don Magorno e sui suoi torbidi rapporti intrattenuti con il dott. Santoro ed il dott. Tricarico.

Dopo che la sorella del Senatore ha condiviso gli articoli di “Iacchitè”, non solo siamo tutti autorizzati a pensare come le vicissitudini inerenti la costruzione del porto siano riconducibili ai sodalizi elettorali stretti da Magorno nel 2007, ma siamo anche autorizzati a credere che l’articolo pubblicato su “Iacchitè” ieri, il 25 u.s e che riguarda don Magorno, il porto e la ‘ndrangheta, sia meritevole di attenzione giudiziaria..

Ora che la pattuglia dei consiglieri Santoriani è uscita dalla maggioranza restituendo al C.C. dei Diamantesi quella autonomia di azione necessaria per far valere, nelle competenti sedi giudiziarie ed amministrative, i diritti di una comunità già lungamente mortificata dall’arrogante presenza dei vari Santoro e Salatino, non consentiremo che don Magorno, dopo essere uscito dalla porta rientri dalla finestra, nel suo ruolo di garante della Concessionaria dei lavori portuali; sostituendo Sollazzo con un Commissario Prefettizio di comodo.

Giustifichi il senatore perché da sindaco ha delegato la Regione come unico soggetto responsabile per l’esecuzione dei lavori portuali, facendo esclusivamente gli interessi del Concessionario.

Ci racconti il senatore quali azioni concrete e giuridicamente congruenti ha messo in atto da sindaco prima e da parlamentare dopo, per sostenere gli interessi del popolo a cui appartiene, contro quelli di una Concessionaria che da circa dieci anni è responsabile del paesaggio spettrale, creato a ridosso di una delle passeggiate marinare più belle del mondo.

Noi di “Diamante Futura” ci abbiamo messo finora la faccia ed abbiamo lanciato il nostro cuore oltre la ringhiera del lungomare, nell’area portuale.

Da più parti arrivano quotidianamente minacce di querele per calunnie e qualche ex sindaco, come usano fare i burattini prezzolati, fa circolare strumentali notizie di arresti imminenti.

Non abbiamo paura.

Sappiamo di essere nel giusto e di non avere scheletri nell’armadio.

I poteri forti e deviati che stanno tentando di piegare gli interessi generali della nostra comunità a quelli di parte della concessionaria non l’avranno vinta.

“Diamante Futura”, fin dall’inizio del mandato ha dichiarato che il porto sarebbe stato il punto centrale della sua azione politica.

Così è stato, per questo ci siamo scontrati duramente con gli altri gruppi presenti nel C.C..

Alla luce dei fatti dobbiamo, però, convenire che l’attuale sindaco era in buona fede e quando ha capito che la linea tenuta dall’A.C. avrebbe agevolato esclusivamente gli interessi della concessionaria ha fatto marcia indietro e, come fanno le persone intellettualmente oneste, ha cambiato posizione.

Per mettere in luce il perché non venivano eseguiti i lavori portuali, ha dato il via alla commissione consiliare d’inchiesta da noi più volte richiesta.

Magorno e gli altri Santoriani si sono barricati in difesa degli interessi di cui sono portatori , insieme alla Concessionaria.

La nuova strategia politica assunta dal Sindaco sul problema porto ha determinato la rottura del fragile equilibrio ritrovato, nella vecchia maggioranza, dopo l’azzeramento della G.M..

Il Senatore in preda ad una crisi di onnipotente follia, sia per essere stato costretto a subire la mia nomina a Presidente della commissione sul porto, sia perché il Sindaco , con il Suo operato, ha legittimato il ruolo politico del movimento popolare nato in difesa degli interessi della nostra comunità, ha sparato pubblicamente “ con alzo zero”, irripetibili giudizi negativi sia sul politico che sull’uomo Sollazzo.

Di cosa si lamentano ora Magorno ed i Magorniani!!!

L’unica risposta politica del Sindaco non poteva che essere quella che è stata!

Crediamo che il primo cittadino, con il Suo intervento, possa meglio chiarire quali sono gli altri motivi per cui è nata la crisi, noi abbiamo raccontato solo quelli che più ci interessano.

Per il momento   non vogliamo aggiungere altro, ci siamo tolti qualche sassolino dalle scarpe, anche se le vere pietre, quelle grosse che fanno male, non sono ancora uscite.

Personalmente, voglio solo esternare una simpatica riflessione sulla fortuna che ha baciato la carriera politica del rappresentante parlamentare di Diamante.Nominato sindaco da Sollazzo prima e nominato deputato e senatore da Renzi dopo.Sollazzo “transeat”, ma Renzi: peggio di Caligola!

 

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