Giochi di potere: come ti distruggo il sindaco Ugo Vetere in odore di scalata

Mica parliamo di uno qualunque. Qui parliamo del sindaco di Santa Maria del Cedro, Ugo Vetere. Assessore e ora sindaco della cittadina che ha dato i natali al “frutto sacro agli dei”. Giovane di età ma non di gavetta politica. Factotum dell’esecutivo che ha guidato Santa Maria negli ultimi due lustri con Pino Aulicino, ora si ritrova a guidare la sua cittadina, con tutti gli annessi e connessi. Più problemi che iter legati all’ordinaria amministrazione: ha messo subito mani alle concessioni demaniali. Ne ha sgamati tanti che erano in difetto. Non pagavano i relativi tributi e alcuni addirittura completamente ignoti al fisco e alla capitaneria di porto. Ha fatto mettere i sigilli sino a quando non si sarebbero regolati i rapporti con Guardia Costiera e Comune. E tutte le sentenze gli hanno dato ragione. Ugo Vetere, che fa l’avvocato, è uno tosto. Sa come muoversi. Specialmente nell’ottica del legale, il suo pane quotidiano. Guai a sfidarlo: si rischia di perdere oltre di fare una magra figura. Socialista nella pelle e poi del Partito Democratico, ma non di primo pelo: molto critico con gli organi dirigenziali. Specialmente con l’amico ex sindaco (non ex amico, sia chiaro) Ernesto Magorno, attuale segretario regionale uscente. La guerra mediatica tra Diamante e Santa Maria sulla paternità del cedro ha portato ambedue ad aprire un deciso confronto anche sul futuro del partito sul territorio. E in questo contesto a fare da mediatore Giuseppe Aieta, quest’ultimo nemmeno tanto proteso ad assumersi responsabilità con il Pd locale e regionale.

Il Movimento 5 stelle gli è stato sempre simpatico all’avvocato Vetere. Amico di lungo corso dell’attuale senatore Nicola Morra, alle ultime elezioni ha votato anche per Massimo Misiti. Si è schierato decisamente. Sarebbe stato un buon candidato e non è detto che Vetere non si candidi alle prossime regionali. Morra ci sta facendo un pensierino.

E la macchina del fango (come direbbe qualche navigato politico) si mette in moto. Rispolverando una vecchia sentenza del 2012 della corte europea il M5s regionale, con un documento a firma della coordinatrice Laura Ferrara e del coordinatore territoriale e consigliere comunale di Scalea Renato Bruno, ricorda a Vetere che il suo depuratore (quello di Santa Maria) è fuori norma, secondo la sentenza sul trattamento delle acque reflue. Sentenza che ha condannato lo Stato Italiano e che ha riguardato un considerevole numero di comuni italiani. Si sarebbe dovuto attivare per ovviare a tale deficit. E così ha fatto Vetere impegnando risorse per i lavori necessari: quasi un milione e mezzo di euro. Vetere non ci sta e invita Renato Bruno, Laura Ferrara, Massimo Misiti, Nicola Morra e Domenico Furgiuele (della Lega), a farsi una camminata a Santa Maria. Oltre a trovare un buon gelato e dolci al cedro potranno visionale l’impianto. A sostegno dell’arringa difensiva di Vetere anche i dati dell’Arpacal che danno il valore delle acque di Santa Maria del Cedro come eccellenti. Insomma come nelle più sane tradizioni si apre la caccia al candidato. Ma non per sostenerlo. Ma per abbatterlo.

Antonello Troya

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