Misiti, Morra e Furgiuele: la Calabria vuole il suo sottosegretario

Massimo Misiti e Nicola Morra: due nomi eccellenti del Movimento 5 stelle che andrebbero a legarsi a quello di Domenico Furgiuele, braccio destro di Matteo Salvini in Calabria. I posti da sottosegretario ci sono, eccome. Per tutti. A cominciare da chi ha preso preferenze con 5 zeri, e che presenta credenziali di tutto rispetto. E così i due partiti che formano la coalizione di governo si ritroverebbe con tre rappresentanti al governo. Tre sottosegretariati che darebbero lustro alla Calabria. E quello spazio che le spetta nel panorama politico nazionale. Solo Tonino Gentile sottosegretario uscente ha difeso i colori calabresi tra gli scranni di Montecitorio. Matteo Salvini non lo manda certo a dire: a San Luca si voterà. Eccome se si voterà. Non permetterà certo alla ‘Ndrangheta di impossessarsi della sua Calabria. La regione che gli ha dato l’onore e l’onore di fregiarsi del titolo di Guardasigilli. E non è da poco. Misiti come sottosegretario alla sanità fa certo un bell’effetto. Sconosciuto ai più sino a prima delle elezioni ora potrebbe addirittura ricoprire l’incarico di delegato alla sanità. Quella sanità tanto odiata e tanto vituperata. Misiti sa il fatto suo. La sanità, quella pubblica e quella privata, la mastica da tempo. È uno dei più apprezzati specialisti nel campo della ortopedia. Insigne firma di prestigiosi interventi chirurgici, da far impallidire anche i professoroni americani. Massimo Misiti si è messo in gioco. Il suo nome e la sua voglia di fare per il suo paese, la sua regione, lo ha portato a scendere in campo con il Movimento 5 stelle, superando le 50 mila preferenze nel collegio di Paola-Castrovillari. Dietro di lui il figlio d’arte di Tonino Gentile, Andrea. Nicola Morra invece non è nuovo ad esperienze politiche. Al suo secondo mandato ricoprirebbe quel ruolo che gli è stato negato sino ad ora, malgrado la buona volontà manifestata. Per Furgiuele invece è un passaggio obbligato, visto che è il braccio operativo di Matteo Salvini in Calabria. Chi vuole parlare con il leader della Lega deve passare necessariamente da lui. Non c’è storia. Tre figure decisamente rappresentative e che evidenziano come il meridione sia all’attenzione del Governo.

 

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