I “negri”: quelli che tutti sono pronti a difendere e che nessuno poi li vuole dinanzi all’uscio di casa

Migranti dinanzi ai supermercati. Migranti davanti alle case di personaggi in odore di ‘Ndrangheta. Migranti che vengono caricati alle 4.30 del mattino per essere portati nei campi a lavorare per 3 euro all’ora. L’attenzione mediatica si sposta sui “negri” quelli che tutti sono pronti a difendere e che nessuno poi li vuole dinanzi all’uscio di casa. Il neo ministro agli interni, il leghista, quello che ce “l’aveva duro” e l’icona di Alberto da Giussano sul comodino, Salvini (non mettiamo il nome altrimenti quelli del Pd si offendono e capiscono altro), ha pensato bene di riaprire un argomento delicato. Quello per intenderci su cui tutti dibattono ma che solo la sinistra, con le sue cooperative, le sue navi da salvataggio, con le Ong, ci ha guadagnato. Eccome se ci ha guadagnato. Quella sinistra che si indigna e chiede giustizia dopo che silenziosamente ha avallato piani di annientamento fisico e morale delle persone. Quella sinistra (o pseudo sinistra) che grida ”Avanti popolo alla riscossa” e che poi dal pugno chiuso alzato viene fuori il Rolex. Quelli di sinistra che per intenderci fanno i forti con il lavoro degli altri. Il tema migranti dimostra agli occhi degli italiani quello che è: spinoso, da nascondere e da far venire fuori al momento opportuno, se può diventare oggetto di attacco verso l’altra parte (politica si intende). E così ti accorgi che tutto ciò che hai valutato e analizzato, diventa aria fritta al confronto del finto sinistroide che sulle cooperative si è arricchito e si continua ad arricchire. Si passa dalla ragione al torto in un batter d’occhio. E allora diventi un “quaquaraquà”, un “ipocrita”, uno che omette di dire la verità. E i social amplificatori di offese. E per nulla gratuite. Benvenuti nell’era dell’umiliazione arbitraria, del virtuale che sembra reale, ma che lascia sul campo morti. Come nelle migliori famiglie bellicose. Vedi poi che l’attenzione si sposta nelle aule dei tribunali, nei bar, nei circoli dove il leone da tastiera ben poco si preoccupa se aver gratuitamente esagerato comporterà conseguenze. L’importate che il nemico, quello verso cui si prova non livore, ma odio vero e proprio, sia abbattuto. Con annessi e connessi. L’importante è dire che il suo impegno sociale è nulla in confronto al proprio se viene segnalato sui social. È chiaro. Ora tutto diventa condivisibile. Anche la bugie e il voler essere ciò che non si è. Quello dei migranti è un argomento spinoso. Decisamente. Da affrontare tutti, senza precondizioni o preclusioni. I nostri deputati, anche quelli che fanno opposizione sui social, imparino ad assumersi le proprie responsabilità. Presentino una interrogazione parlamentare. Vediamo che ne esce fuori.

Antonello Troya

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