“Kajin e la tenda sotto la luna”: presentato il libro di Tania Paolino e Enzo Infantino

“Kajin e la tenda sotto la luna” nasce dall’incontro di due anime sensibili come quelle di Enzo Infantino e Tania Paolino che, ripercorrendo la storia dei profughi siriani a Idomeni, ci descrivono il dramma vissuto da questi uomini, donne e bambini. Sono storie, spesso, poco conosciute e volutamente celate che ci raccontano esperienze crude e dolore accompagnate, però, dalla speranza.

Continuano senza sosta gli appuntamenti dedicati alla presentazione di questo libro il cui ricavato sarà devoluto in favore della realizzazione di un progetto per la costruzione di una scuola in Siria.

Ad accogliere Kajin e la tenda sotto la luna è stata la comunità di Tortora presso lo spazio artistico creativo del Quelolab. L’incontro, moderato dal giornalista Martino Ciano, ha richiamato l’attenzione di numerose persone che, rapite dai racconti esposti da Tania Paolino sui rifugiati siriani in territorio greco, non hanno potuto contenere in molti momenti la commozione. Il libro riporta le storie accadute nel campo profughi in cui ha collaborato da volontario Enzo Infantino. Durante la serata sono state proiettate le immagini relative alle testimoniante di chi è stato “ostaggio” di Idomeni.

A colpire la platea, però, è stata la notizia del ricongiungimento di un bambino, dei suoi fratelli e di sua madre con il padre in Germania. Una storia a lieto fine, dunque, che ha colpito particolarmente perché “Il bambino e la sua famiglia – racconta Tania Paolino – hanno potuto riabbracciare, dopo diversi anni, il congiunto stabilitosi a Francoforte. Il caso ha voluto che si riuscisse in questa impresa proprio nei giorni in cui usciva Kajin e la tenda sotto la luna e questo ha amplificato ancora di più la nostra gioia”.

E’ un libro vivido di emozioni e sensazioni che emergono in maniera palpabile dal vissuto dei rifugiati siriani e dei tanti volontari che sono stati impegnati nel campo. E’ la descrizione di una cultura, di una tragedia umanitaria che ha investito un popolo, costretto dalla guerra ad abbondonare la propria terra, in cerca di speranza. Profughi non per scelta ma per sopravvivenza e per il desiderio di donare ai propri figli un futuro diverso dalla guerra e dalla sofferenza. Kajin sotto la luna riesce a regalare il sentire di queste persone e degli autori che, non senza difficoltà, sono riusciti a trasporre nel testo molto più delle semplici parole.

Tiziana Forestieri

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