S. Maria del Cedro, Gravi carenze “igienico-sanitarie” il Consiglio di Stato dà ragione al Comune e boccia la Cassiopea

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta, Presidente Giovagnoli) ha riformato l’ordinanza cautelare pronunciata dal TAR Calabria sede di Catanzaro del luglio scorso respingendo l’istanza avanzata dalla Cassiopea SRL rappresentata e difesa dagli Avvocati Giuseppe Tropea e Francesco Cristiani , ritenendo “ … gravi le carenze igienico sanitarie rilevate dal Comune di Santa Maria del cedro appellante e dai NAS, peraltro non sostanzialmente contestate dall’appellata ….”. In buona sostanza la decisione del Consiglio di Stato conferma la bontà del provvedimento reso dal Responsabile del SUAP di questo comune, nel luglio dell’anno 2017 (sospesa dal TAR sempre nel luglio 2017 sino al 30.09.17) concernente il “ divieto di prosecuzione dell’attività commerciale espletata all’interno della struttura ricettiva denominata Summer Day”. Quella di ieri è l’ennesima decisione resa dall’autorità giudiziaria in favore dell’ente sia per quanto attiene “ la questione demanio che la questione commerciale oltre che per l’approvvigionamento idrico”.

L’amministrazione comunale ringrazia i dipendenti comunali, Gino Vitale, Vincenzo Silvestri, Piero Adduci, Giuseppe Durante, Francesco Grosso, Salvatore Farace che hanno adottato, nelle rispettive competenze, nella “ vicenda” provvedimenti amministrativi ritenuti pienamente legittimi dalle autorità che sono state chiamate a decidere “ i diversi ricorsi proposti dalle parti che hanno avuto ed hanno un ruolo presso la struttura ricettiva richiamata”.

Provvedimenti che provano la correttezza tra l’altro del Sindaco, della Giunta e dei consiglieri di maggioranza che hanno agito nell’esclusivo interesse della comunità e dei suoi cittadini.

Ed infatti da quando si sono accertate le “ violazioni”, non sono state rinnovate concessioni demaniali in essere, è stata rigettata l’istanza di condono, emesse ordinanze di demolizioni, non è stata erogata “acqua potabile” non è stato reso “ il servizio afferente la raccolta dei rifiuti, per come previsto dal DPR 380/01, con notevole risparmio di denaro da parte dell’ente. Si resta in attesa delle dovute determinazioni da parte dell’Agenzia del Demanio atteso che parte della struttura è realizzata su beni appartenenti al patrimonio dello Stato.

La Magistratura ha emesso tre provvedimenti di sequestro di porzioni di are demaniali poste all’interno del complesso turistico e rese libere e quindi accessibili a “ tutti” altre aree demaniali ( ad esempio l’ex campo sportivo e l’area adiacente al lungomare cittadino) e rimosso i cancelli che impedivano l’accesso alle aree demaniali.

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