Sesso all’Ospedale di Cosenza: Fake o Verità?

Le immagini di due amanti ripresi con il telefonino all’ospedale di Cosenza sono ormai diventate virali. Nello stesso modo con cui affrontiamo le notizie più delicate anche in questo caso l’accortezza mediatica suole aggiungere alla verifica del fatto anche se le gesta si siano consumate nel luogo indicato dal video. Un amplesso vero e proprio con tanto di immagini hard che farebbero impallidire anche un Rocco Siffredi scatenato. Ma è veramente l’ospedale di Cosenza? Vero? Falso? Si cerca forse con questo video (e di ciò ne siamo certi) di gettare ancora più merda sulla sanità calabrese di quanto non già ce ne sia? Forse la considerazione più azzeccata l’ha data un mio autorevole collega con il quale commentavamo le gesta amorose dei due: “Sempre di pesce si tratta”. Chiaro il riferimento alle seppie pulite (e forse anche cucinate e mangiate) all’ospedale di Praia a Mare. E forse è anche vero un altro autorevole commento che lascia il falso perbenismo del coito consumato in ospedale come un fatto quasi quotidiano, rispetto ai totani puliti. Si insomma: le acrobazie amorose sarebbero all’ordine del giorno sui luoghi di lavoro: otto ore diventano pesanti quando si ha poco o nulla da fare. Quando invece le possibilità di un approccio diventa fattibile, perché no?

Perché no! perché queste cose non si fanno in un luogo pubblico. Ed è giusto che se i fatti rispondessero al vero il direttore ospedaliero Gentile sarebbe costretto ad aprire una indagine. Una vera e propria inchiesta per conoscere i responsabili e dare loro una giusta condanna. A casa propria ognuno è libero di fare ciò che vuole. Sul posto di lavoro no. La decenza si ha o non si ha. Ma di ciò le maggiori incombenze ricadono sui responsabili: forse ciechi di fronte a simili fatti, silenziosi e accondiscendenti si barcamenano tra piaceri e aiutini di ogni genere. Ci attendiamo quindi un sussulto di dignità dal direttore ospedaliero. Una scossa che ci aiuti a capire in che modo sta viaggiando la sanità calabrese. Se il calabrese per essere curato dovrà aspettare che i totani siano puliti e che il coito non sia “interruptus”.

Antonello Troya

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