A Belvedere nel gioco delle tre carte c’è chi vince e c’è chi perde

Stavolta a vincere è stato il gruppo di minoranza “Ora”, e a perdere il M5s e l’esecutivo Granata. Ma andiamo per ordine. Il famoso testo con il quale si ordinava con urgenza i lavori a Castromurro è stata annullata, per essere specifici l’ordinanza nr. 73 del 9 settembre 2018. Si proprio quella, attraverso cui veniva conferito l’incarico di progettazione definitiva, direzione lavori, contabilità e sicurezza. L’ordinanza era urgente per porre fine ai ritardi con i quali procedeva l’iter per la realizzazione dei lavori. Quell’ordinanza che ai più era sembrata come il “frutto del peccato”, del sensazionalismo, degli incarichi affidati per eredità. Per l’esecutivo le “quotidiane pressioni che arrivavano dai cittadini che risiedono in prossimità dello smottamento nel tratto interessato Castromurro-Pantaide” richiedevano una risposta. E la risposta era arrivata. Oh, siamo seri: anche i politici hanno famiglia. E se arriva un incarico tanto meglio. Ma questo incarico deve viaggiare su altri livelli. Più sicuri. Meno attaccabili. Anche da “certa stampa”: imbrattacarte che fanno del “becero giornalismo” o da una opposizione accorta e decisamente poco incline a passare come “silente”. Ma la verità, come sempre è lontana dal “commentuccio” dei leoni da tastiera dei social. La verità è che l’ordinanza “urgente” stabiliva, in base ai lavori da effettuare, incarichi a professionisti. E questo è stato lo scivolone di Granata e compagni. Solo di uno stop, rimediabile certo. Ma la decisione che l’impianto tecnico sarebbe dovuto andare a tecnici decisi in altro loco, senza gara (era urgente) e senza consultare gli alleati della maggioranza, aveva fatto storcere il naso a molti. C’era da immaginarselo. Avrei voluto vedere la faccia di chi in questi anni, ha deciso, nel bene e nel male, il futuro urbanistico di Belvedere. Non esprimiamo ovviamente nessun giudizio sulla professionalità dei tecnici. Ma il metodo adottato era sembrato poco incline ai più, ai privilegiati e a quelli che non vengono mai convocati. Quelli che non sanno nemmeno come funziona il meccanismo burocratico.

La verità è che in ballo c’è molto, ma molto di più. C’è da indicare il futuro responsabile dell’ufficio tecnico, dei vigili urbani e altri da piazzare perché il tempo passa e i futuri pensionati sono tanti.

Vista l’aria che corre e gli occhi puntati (soprattutto dalla minoranza) sono certo che Granata non lascerà nulla per scontato. Ha altre ambizioni. E non sarà certamente una “svista” a compromettere la sua probabile candidatura alle regionali. “Per una maggiore e migliore valutazione degli interessi pubblici” farà in modo che il fine mandato arrivi senza scossoni. Furbi quelli del gruppo consiliare di minoranza “Ora” hanno saputo gestire la questione e tenere sotto pressione Granata e compagni, evidenziando le lacune che il testo presentava. Scaltri nell’evidenziare gli incarichi hanno tenuto sotto smacco anche il M5s. Questi ultimi hanno mostrato in pieno la loro incapacità amministrativa. Per primi hanno espresso la loro soddisfazione per la ripresa (?) dei lavori, dimenticando (forse volontariamente) di porre all’attenzione dell’opinione pubblica l’aspetto economico. Insomma a chi andavano i soldi dei contribuenti. Al resto politico rimane la soddisfazione di esprimere il proprio pensiero sui social.

Antonello Troya

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