Belvedere, la cittadella scolastica e quei 30 mila euro di lavori che rimarranno alla Chiesa

Nessuno fa niente per niente. E nemmeno la Chiesa. Ma se il gioco si trasforma in un “do ut des” allora c’è da chiedersi di cosa stiamo discutendo. Delle classi che non c’erano. E che adesso ci sono. Di una amministrazione che, dalla realizzazione della cittadella scolastica ha dovuto, giocoforza, piegarsi al volere dei genitori (altro che decisioni impopolari) e consentire di sborsare 30 mila euro (Determina n.68 del 20.02.2018, Impegno di spesa realizzazione aule salone Don Silvio escluso trasporto € 28.285,70) per realizzare e mettere a norma le classi ospitate presso la parrocchia della Marina di Belvedere. Si quella della Marina dove il parroco è don Gianfranco Belsito. Condizionatori, servizi e le classi realizzate con i pannelli in cartongesso (favoriteci l’agibilità, prego). Si insomma un lavoretto fatto proprio perbene. Eh beh se li ritroverà la Chiesa, il parroco pro tempore e chi nel futuro potrà farne uso. Ma le previsioni davano ben altre vie d’uscita. Forse per i genitori belvederesi era troppo portare i figli a Laise? O ridistribuirli negli altri plessi? Eh no, troppa fatica. Meglio il lungomare: in attesa ci facciamo anche una passeggiata. Il tempo è così bello. E poi c’è lo spazio per parcheggiare, per fare manovra. Ma ti immagini portare i nostri figli in giro per il paese? Ma tanto paga Pantalone. E via, giù poi con i ringraziamenti. Ma ringraziare cosa: nelle emergenze c’è chi ci perde, ma di sicuro chi ci guadagna. E in questo contesto ci ha guadagnato la Chiesa e per nulla la comunità. Possibile che un paese dedicato da mezzo secolo all’edilizia non esistevano altre strutture in grado di ospitare i bambini, con le relative messe a norma delle aule? O qualcuno si è fatto bello agli occhi della Chiesa e assicurare che si, i bambini sarebbero andati presso la parrocchia. Con i soldi dei contribuenti. Appunto.

Antonello Troya

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