Diocesi San Marco-Scalea, Mons. Ciro Favaro vicario generale

A conclusione dell’annuale Convegno Ecclesiale diocesano dal tema: «Lo spirito e la sposa dicono vieni», svoltosi a Cetraro il 15 e 16 settembre scorso, che ha visto la partecipazione di tanti operatori pastorali delle Parrocchie della nostra Diocesi, dopo le relazioni conclusive in assemblea dei gruppi di studio sull’Evangelizzazione dei giovani e degli adulti, sui Ministeri Ecclesiali e sull’impegno caritativo, il Cancelliere Vescovile canonico Antonio Fasano, alla presenza del vescovo mons. Leonardo Bonanno ha dato lettura del Decreto di Nomina di mons. Ciro Favaro a Vicario Generale. Mons. Favaro succede a mons. Cono Araugio che ha svolto tale ufficio per un quinquennio. Il Vescovo con una lettera, letta dal Cancelliere durante l’assemblea diocesana, ha ringraziato mons. Araugio «al compimento del quinquennio di servizio reso a me e alla diocesi in qualità di Vicario Generale, desidero manifestarLe i sentimenti della mia gratitudine per l’impegno profuso accanto ai confratelli presbiteri, ai diaconi, e in collaborazione con il laicato. Più di un anno fa, in una Sua lettera, Ella mi chiedeva di essere esonerato da un incarico che si rivelava sempre più gravoso anche perché svolto in concomitanza con l’ufficio di A Parroco di una popolosa Parrocchia, quella di S. Giuseppe Lavoratore in Scalea, sede che dista dal centro diocesi circa novanta chilometri. Mi ricordava inoltre – si legge nella missiva del Presule – di essere stato chiamato al servizio della Chiesa diocesana circa trenta anni fa, al tempo del caro mons. Augusto Lauro, servizio proseguito con il compianto mons. Domenico Crusco, specialmente nel delicato compito di Vicario Episcopale. Oggi sento però il dovere di aggiungere, per averlo vissuto personalmente, che il compito di Vicario Generale non è semplice per nessuno, dovendosi egli adeguare alle esigenze del vescovo del tempo e, nel nostro caso, a persona non tanto e non sempre amabile, come vorrebbe! Il Signore sa, comunque, che insieme abbiamo servito la Chiesa pur con qualche limite caratteriale e/o con le nostre diverse vedute pastorali, ma sempre con retta intenzione e con la consapevolezza di non accampare pretese umane. Benché il lavoro parrocchiale, caro monsignore, sia da Lei preferito, la Sua esperienza maturata in Curia in tanti anni sarà certamente valorizzata in Diocesi, specialmente nella zona pastorale del Tirreno. Intanto, con affetto grato e fraterno, invoco la protezione della Santa Vergine su di Lei, con gli auguri per il confratello, chiamato a succederLe in continuità e sacerdotale amicizia».

Il nuovo Vicario ha ringraziato mons. Bonanno per questo incarico di primo collaboratore; per tale ufficio mons. Favaro si è affidato alla protezione della Vergine Regina della Chiesa ed ha voluto ringraziare e ricordare i Vicari che si sono succeduti in questi anni: mons. Giovanni Tiesi, mons. Emilio Servidio e mons. Cono Araugio. Il Codice di diritto canonico prescrive che in ogni diocesi il Vescovo diocesano deve costituire il Vicario generale affinché, con la potestà ordinaria di cui è munito presti il suo aiuto al Vescovo stesso nel governo di tutta la diocesi. Al Vicario generale compete, la stessa potestà esecutiva su tutta la diocesi che, spetta al Vescovo diocesano, la potestà cioè di porre tutti gli atti amministrativi, ad eccezione di quelli che il Vescovo si è riservato oppure che richiedono, a norma del diritto, un mandato speciale del Vescovo.

Umberto Tarsitano (da Avvenire)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: