Il Suem 118: servizio di cui questo territorio ha veramente bisogno

Esiste il Suem, Servizio di urgenza ed emergenza, comunemente chiamato 118. Con tanti bravi professionisti tra medici, infermieri ed operatori tecnici con specifico addestramento. E poi c’è il Pronto Soccorso e anche un ospedale che ospita i servizi che rientrano appunto nel servizio di emergenza-urgenza. Sin qui dovrebbe andare bene. Forse. Solo che tra pochi giorni il servizio 118 dall’ospedale di Praia a Mare dovrebbe spostarsi a Scalea, presso il Poliambulatorio. E no, non va bene. Non va per nulla bene. Il territorio tirrenico cosentino orograficamente si presenta abbastanza complesso, con paesi marittimi, ma altrettanti montani o pedemontani e un afflusso turistico da migliaia di presenze. La rete di emergenza-urgenza prevede non solo ambulanze medicalizzate, ma anche un servizio accurato di elisoccorso e di primo intervento, la stabilizzazione del paziente e il trasferimento presso non l’ospedale più vicino, ma verso quello più attrezzato, che può essere quello di Praia a Mare, Cetraro, Belvedere Marittimo o Paola. E qui c’è il primo intoppo. Un infarto deve necessariamente essere trasportato presso Castrovillari, o a Cosenza o a Belvedere. Un ictus gioco forza all’Annunziata, perché a Cetraro il servizio non è mai partito. Per cui un senso logico porterebbe ad incrementare l’attività che permette tali interventi da effettuare in brevissimo tempo. Quale servizio? Il Suem 118 appunto. Il così tanto vituperato 118 delle seppie. Ma entro cui lavorano professionisti in grado di salvare vite umane. 24 ore al giorno. Ai medici del 118 è demandata una autonomia in grado di intervenire e stabilire la classe di priorità e quindi il grado di criticità che il paziente presenta.

Il Suem 118 rientra nel Dea, dipartimento emergenza di accettazione, pur essendo territoriale opera essenzialmente in ambito ospedaliero. Secondo intoppo. Come si fa ad allontanare tale servizio da un ospedale, pur essendo un Dea? Un pronto soccorso, come quello di Praia a Mare, assicura gli accertamenti diagnostici e gli eventuali interventi necessari per la soluzione del problema clinico presentato. O anche, come spesso avviene, dopo aver garantito la stabilizzazione del paziente, garantisce il trasporto ad un ospedale in grado di fornire prestazioni specializzate, sotto il coordinamento della Centrale Operativa.

Insomma il sistema dell’emergenza-urgenza è la prima risposta ad una richiesta di intervento. Per cui il 118 non può che prescindere dai punti di Primo Intervento o dai servizi di Pronto soccorso. Allontanarlo da essi rappresenterebbe una sciagura. Di cui questa terra non ha sicuramente bisogno.

Antonello Troya

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